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  • Doping: pesi, ex presidente Iwf Ajan squalificato a vita

    (ANSA) – ROMA, 18 GIU – Una drammatica conferma per una
    grande vittoria per la Pesistica mondiale. Tamas Aján,
    l’ungherese ex presidente della IWF, e il suo vice, il rumeno
    Nicu Vlad, ex campione olimpico a Los Angeles 1984, sono stati
    squalificati a vita dalla Tribunale Arbitrale dello Sport di
    Losanna, con l’accusa di “manomissione del processo di controllo
    del doping e violazione delle regole antidoping che hanno
    coinvolto più sollevatori almeno dal 2012”. Non solo: a questo
    si aggiunge la “copertura, ritardo e ostacolo alla gestione dei
    risultati antidoping per alcuni atleti”, violazioni “la cui
    gravità e il periodo di tempo durante il quale sono stati
    commessi” ha spinto il TAS a vedere “la radiazione come la
    sanzione più appropriata”. È una vittoria per la pesistica
    mondiale, inquinata da 44 anni di gestioni losche, ma una
    vittoria triste, “che arriva troppo tardi” come dice giustamente
    il Presidente FIPE Antonio Urso, che per 12 lunghi anni ci ha
    messo la faccia denunciando tutte le malefatte. È Urso,
    Presidente della Federazione Europea per tre mandati, che ha
    contribuito in maniera sostanziale a scoperchiare il vaso di
    Pandora, fornendo all’emittente tedesca ARD, il materiale per il
    documentario “Lord of the Lifters”, che accusava Aján di
    corruzione nelle procedure antidoping e di reati finanziari,
    portandolo alle dimissioni nell’aprile 2020. Ora c’è l’ultima
    spiaggia: il 25 e il 26 giugno l’IWF è chiamata a rinnovare i
    suoi vertici a Tirana, durante il Congresso Internazionale. Uno
    dei candidati è Antonio Urso: “Questo è l’ultimo step. O l’IWF
    decide di rivoluzionare tutto o non ci sarà nulla da fare. Non
    basta solo cambiare le persone o le poltrone, bisogna cambiare
    la visione, la strategia, altrimenti non ha senso. Io non so se
    sono l’uomo giusto; io ho una certa concezione dello sport, ma
    se sono l’unico in un contesto di persone che la pensano
    diversamente da me, quello sbagliato sono io. Per questo ritengo
    che la cosa fondamentale sia il gruppo di lavoro, che sposi in
    modo unitario la strategia”. Il tempo stringe e il countdown è
    iniziato. Parigi 2024 potrebbe essere l’ultimo palcoscenico
    olimpico per la pesistica, ma un barlume di speranza ancora c’è.
        (ANSA).
       


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