Durante l’ultima conferenza stampa dei Biagioli, sono letteralmente sobbalzato sulla sedia. Per questo reato vi sarebbe solo un testimone che a detta dei Biagioli ha modificato, integrato e precisato la propria versione ben 4 volte! ben 4 volte!
Ed ancora lo ritengono affidabile? Se fosse vero, come non ho nessuna ragione di pensare il contrario, quanto dichiarato dai Biagioli questo è il vero scandalo.
Un unico testimone che cambia versione diverse volte! Nell’ultima testimonianza resa a settembre di quest’anno (ed a distanza di ben 5 anni dalla prima deposizione nonché almeno dieci anni dai fatti contestati) la sua deposizione era perfetta! Impeccabile, ricordava perfettamente ogni minimo particolare (peccato peraltro smentito nei tempi e negli incontri con colleghi altri gendarmi) come avesse ritrovato la memoria dopo le altre volte!
Ma c’è di più! Se fosse realmente vero quanto dichiarato dal testimone lo stesso si sarebbe macchiato anche lui dello stesso reato in associazione con i Biagioli.
Sarebbe stato Lui infatti a ricercare, prendere dall’archivio e portare a Marcello Biagioli il foglio del quale si suppone la falsificazione.
Sarebbe stato Lui a fornire consigli ai due imputati su come compilare il foglio di servizio.
Sarebbe stato ancora Lui a riportare detto foglio una volta avvenuta la supposta falsificazione nell’archivio consentendone il perfezionarsi degli effetti.
Perché non ha denunciato il proprio Comandante?
Come mai Lui non è stato nemmeno indagato?
Come mai non si è aperto d’ufficio un fascicolo nei suoi confronti?
Come possono essere ritenute attendibili le sue dichiarazioni?
Queste sono delle belle domande!
Perché Marcello Biagioli nella sua posizione di comandante aveva bisogno di Lui per poter prendere i fogli di servizio (che, come emerso chiarissimamente, erano custoditi presso la Centrale operativa della Gendarmeria in maniera accessibile a tutti i gendarmi e loro familiari)?
Non poteva prenderli quando non c’era nessuno o comunque senza ricorrere all’ausilio di nessuno?
Ed ancora perché Marcello Biagioli aveva bisogno di Lui per capire come compilare il foglio di servizio incriminato quando sicuramente sia lui che il figlio avvocato aveva piena capacità nel farlo senza l’aiuto di nessuno e soprattutto senza creare situazioni che li avrebbero poi potuti incastrare?
Anche queste sono altre belle domande!
Se i Biagioli hanno commesso il reato non lo sapremo mai, anche con una eventuale condanna che sarebbe un vero e proprio schiaffo alla giustizia (un ennesimo) di questo paese; quello che sappiamo invece è che in questo processo – come mi sembra sia avvenuto anche per quello della Banca del Titano – i magistrati abbiano commesso degli errori incredibili. Da cartellino rosso!
Ed è proprio per questo motivo che sono propenso, appena raggiunto un numero adeguato di iscritti, a costituire una ASSOCIAZIONE DELLE VITTIME DELLA MALAGIUSTIZIA SAMMARINESE e faremo un sito dove inseriremo tutte le sentenze dubbie commentate da diversi giuristi sia sammarinesi che soprattutto italiani.
I magistrati devono perseguire la giustizia, e non essere i primi che creano le ingiustizie ed un imputato deve essere colpevole sopra ogni ragionevole dubbio!
Questo è quello che vogliono i sammarinesi che pagano fior di quattrini questi professionisti italiani; ricordiamo che i loro stipendi – medi – sono sopra i 10.000 euro mensili. E chi paga siamo noi, in tutti i sensi.
Buon lavoro, anche a loro e che siano più illuminati di come sono stati sino ad ora.
Marco Severini – Direttore del Giornale.sm












