“È drogato dall’adolescenza”. E il giudice libera chi accoltellò Bettarini

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Il 30enne condannato a 9 anni di galera per aver accoltellato Niccolò Bettarini. Ma il gip lo manda ai domiciliari: “Funzione rieducativa della pena”.

Davide Caddeo, il 30enne che è stato condannato a nove anni di carcere per aver accoltellato Niccolò Bettarini (guarda il video) è già uscito di galera.

A deciderlo, come riporta TgCom 24, è stato il gip Guido Salvini che ha disposto per lui gli arresti domiciliari. “È tossicodipendente dall’adolescenza”, ha spiegato il magistrato.

Lo scorso primo luglio il figlio di Stefano Bettarini e Simona Ventura è stato aggredito fuori dalla discoteca Old Fashion di Milano. A gennaio sono, poi, arrivate le condanne. Quella più alta è appunto toccata a Caddeo che, accusato di tentato omicidio per aver sferrato tutte e otto le coltellate che hanno ferito il giovane calciatore, si è appunto beccato nove anni di carcere. Oggi, però, il gip Salvini ha deciso che, a causa della sua “difficile vita”, dovrà frequentare un centro di cura per tossicodipendenti e dovrà andare a lavorare in una comunità di recupero. Per lui il magistrato ha disposto la “funzione rieducativa” della pena giustificando che il 30enne è “tossicodipendente dall’adolescenza”.

Oltre a Caddeo, lo scorso gennaio, erano stati condannati Andi Arapi (cinque anni), Alessandro Ferzoco (cinque anni e mezzo) e Albano Jakej (sei anni e mezzo). A questi tre imputati il giudice aveva riconosciuto le attenuanti generiche perché “il reato non era voluto”. “Ferzoco, Arapi e Jackej – aveva spiegato – non sapevano che Caddeo era in possesso di un coltello”.

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