E gli insegnanti protestano: gli studenti perdono troppi giorni. Anche se a San Marino il problema non esiste!

Un gruppo di insegnanti: avevamo proposto una scelta prudente, ma siamo stati ignorati 13/02/2012

Il mancato rispetto dei 200 giorni di scuola previsto in Italia, messo in discussione dalla chiusura degli istituti causata dalla neve, non trova analogie sul Titano. Dove non è stato stabilito nessun tetto minimo per la validità dell’anno scolastico. E così, mentre oltre confine le amministrazioni pensano già all’ordinanza ‘salva-anno’ con cui convalidare comunque il percorso degli studenti, a San Marino il problema non si pone. Le critiche, però non mancano: «L’emergenza neve, che ha determinato la sospensione delle lezioni di ogni ordine e grado di scuola – scrive un gruppo di insegnanti della scuola secondaria superiore – ha messo in evidenza quanto sia stata erronea la decisione di respingere la proposta a suo tempo avanzata dal Collegio dei docenti , di anticipare l’inizio delle lezioni nella scuola media superiore almeno di una settimana armonizzando tale data con quella delle corrispondenti scuole italiane.

La scuola secondaria superiore, infatti, ha scadenze inderogabili che che sono difficilmente risolvibili con un prolungamento delle lezioni a fine anno scolastico ».

«La data di inizio delle lezioni nella scuola secondaria superiore – proseguono gli insegnanti – non può essere subordinata a quella degli altri gradi di scuola perchè ha esigenze di coordinamento con scadenze esterne e con sostanziali problemi di didattica in considerazione della funzione primaria del collegamento con le scadenze universitarie. San Marino World