E la Lombardia si aiuta da sola: 400 milioni per 3mila cantieri

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  • Più di 3mila cantieri che partiranno entro il 31 ottobre, praticamente in tutti i Comuni, con uno stanziamento da 400 milioni di euro. Per rimettere il «turbo» all’economia e archiviare l’anno nero del Covid, la Regione Lombardia vara il suo «Recovery plan», prima fetta di un pacchetto di misure da 3,5 miliardi che è stato pensato nei giorni dell’emergenza, plasmato nel corso dell’estate e votato in Consiglio.

    E sono risorse «vere», quelle previste per gli enti locali: il 20% dei lavori sarà finanziato subito, all’avvio dei 3.021 cantieri entro un mese e mezzo, il resto andrà di pari passo con l’avanzamento dei lavori. «Credo che il termine concretezza sia la prima parola che si debba sottolineare – ha detto il governatore lombardo Attilio Fontana, presentando ieri gli interventi – La Lombardia ha messo a disposizione risorse certe che possono entrare immediatamente nel circolo della nostra economia per farla ripartire».

    Semplificazione burocratica, collaborazione con Anci e Unione delle Province, spinta all’edilizia. Questa la «ricetta» che la Lombardia ha potuto mettere in campo grazie anche alla sua solidità finanziaria. Illustrando il piano, l’assessore al Bilancio, finanza e semplificazione, Davide Caparini, ha evidenziato come la Regione Lombardia abbia «raggiunto, sotto la nostra guida, il prestigioso traguardo di zero indebitamento per la prima volta dal 1996». L’ex deputato leghista ha sottolineato come la «rigorosa ed efficiente gestione del nostro bilancio» abbia permesso di raggiungere un rating migliore rispetto a quello Stato. «Con l’approvazione della legge di assestamento di bilancio – ha aggiunto Caparini – abbiamo mobilitato ulteriori risorse per il totale di 3,5 miliardi, anche grazie al determinante lavoro svolto in Consiglio regionale, che ringrazio».

    E queste misure – ha spiegato Caparini – «anticipano il Recovery plan per la definizione del quale la Lombardia siede in cabina di regia nazionale». «I requisiti – ha spiegato – sono gli stessi che abbiamo utilizzato per il Piano Fontana, ovvero l’immediata cantierabilità e la semplificazione burocratica nella attuazione degli interventi».

    Gli interventi che la Lombardia intende programmare, ha chiarito l’assessore al Bilancio, «riguardano tre obiettivi: promuovere la coesione territoriale economica e sociale, attuare il rimbalzo sociale della crisi, promuovere la transizione verso la sostenibilità ambientale. In questo contesto – ha precisato – la semplificazione delle procedure è fondamentale: nel pubblico le procedure attuative richiedono almeno 3 anni, un tempo che la nostra società non può più permettersi, così come gli imprenditori e le famiglie. Noi rendiamo disponibili e concrete risorse che produrranno investimenti per opere attese da anni. Questi investimenti – ha concluso Caparini – daranno il turbo alla nostra economia. Con l’attuazione del recovery plan metteremo nuova benzina».

    L’impegno economico da 3,5 miliardi mobiliterà 5,5 miliardi di euro. «Non sono fondi a pioggia – ha spiegato Fontana illustrando la filosofia degli interventi – ma contributi mirati che fanno seguito a incontri come i tavoli territoriali e gli stati generali della competitività. L’obiettivo è la ripartenza». Il piano nelle prossime settimane sarà presentato dal presidente della Regione in tutte le province lombarde, a partire dal 24 settembre. E la prima tappa sarà Lodi, territorio simbolo dell’inizio della pandemia.



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