È straniero un arrestato su cinque: i primi sono albanesi e nigeriani

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  • I dati choc della Polizia: 5.173 delinquenti arrestati nel 2018, 990 sono stranieri. Diminuiscono gli sbarchi, ma aumentano le espulsioni

    Dei delinquenti finiti in manette nel 2018 uno su cinque circa è straniero. La percentuale, già di per sé impressionante, rientra in un fitto elenco di dati, diffusi in occasione del 167° anniversario della fondazione della Polizia, che rendono molto bene l’intensa attività del servizio centrale operativo, delle squadre mobili e dei commissariati.

    Come si legge nel report, pubblicato oggi dall’agenzia AdnKronos, delle 5.173 persone arrestate dalle forze dell’ordine l’anno scorso ben 990 sono stranieri.

    Il report della Polizia fotografa l’allarmante situazione della criminalità in Italia. Grazie al lavoro incessante delle forze dell’ordine, però, i delinquenti continuano ad essere assicurato alla giustizia che, però, in molti casi non fa il proprio dovere e li rimette frettolosamente in libertà. A preoccupare sono soprattutto i crimini compiuti dagli immigrati. Secondo il report diffuso oggi, la maggior parte degli arrestati dalla polizia nell’ambito dell’attività del Servizio Centrale Operativo, delle Squadre Mobili e dei commissariati sono, infatti, albanesi e nigeriani. Tra le nazionalità straniere maggiormente colpite dai provvedimenti restrittivi si evidenziano, infatti, quelle albanesi (214) e nigeriane (202), marocchine (171), romene (88) e tunisine (58). Il 2018 si è, tuttavia, caratterizzato per la drastica diminuzione del numero di stranieri giunti illegalmente sulle coste italiane. Dal primo gennaio al 31 dicembre 2018, il numero degli immigrati che ha attraversato il Mediterraneo centrale per giungere in Italia è pari a 23.3701. È l’80,42%, in meno rispetto all’analogo periodo del 2017. Un merito che va tutto alla stretta impartita da Matteo Salvini che, quando è arrivato al Viminale, ha chiuso i porti italiani alle ong internazionali.

    Nel 2018 i flussi provenienti da Libia (12.977) e Tunisia (5.607) hanno puntato alla Sicilia, mentre quelli provenienti da Turchia (2.448) e Grecia (1.320) si sono diretti in Puglia e Calabria. Chi invece partiva dall’Algeria (1.012) cercava un approdo in Sardegna. Per tutto l’anno, si legge nel report riportato dall’Adnkronos, “è proseguita l’azione di contrasto realizzata nei confronti delle organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di migranti via mare”. Nelle ore immediatamente successive agli sbarchi, sono state arrestate 173 persone, tra scafisti, organizzatori e basisti e sequestrati 314 natanti. Al contrasto dell’immigrazione clandestina è stata affiancata la politica delle espulsioni. “Gli Uffici Immigrazione delle questure hanno complessivamente eseguito 17.906 rimpatri di cittadini stranieri e comunitari espulsi o allontanati dall’Italia – si legge – di tali 17.906, in particolare, sono 7.015 gli stranieri espulsi (o respinti dai Questori) e i cittadini comunitari allontanati con esecuzione forzata”. Tra questi ci sono anche 23 stranieri espulsi per motivi di sicurezza dello Stato o poiché vicini a organizzazioni terroristiche. “Dei 7.015 rimpatriati – conclude il rapporto – si è reso necessario scortarne fino ai rispettivi Paesi di destinazione 3.473 (circa il 49,5%), mediante l’impiego di personale specializzato della Polizia di Stato (1.340 con voli di linea o navi e 2.133 con voli charter)”. Il Giornale.it