scrivo questa lettera aperta in seguito al recente episodio di Domagnano, dove solo il caso ha evitato una tragedia quando un proiettile ha colpito il vetro blindato di un’abitazione durante una battuta di caccia al cinghiale. Una donna seduta sul proprio divano, nella sicurezza della propria casa, si è trovata improvvisamente in pericolo di vita. Le schegge di vetro sono arrivate fino al tavolo della sala. Questa volta siamo stati fortunati, ma fino a quando potremo contare sulla fortuna?
In Italia i numeri parlano chiaro: 27 vittime nella stagione venatoria 2019/20, salite drammaticamente a 68 nel 2023. Dietro questi numeri ci sono famiglie distrutte, vite spezzate, tragedie che potevano essere evitate. E tutto questo per cosa? Per uno svago, un hobby, un passatempo che in un territorio densamente popolato come San Marino non ha più ragion d’essere.
Immaginate di vivere in un condominio e che qualcuno decidesse di praticare il tiro con l’arco nei corridoi comuni. Sembrerebbe una follia, vero? Eppure è esattamente quello che permettiamo con la caccia nel nostro piccolo territorio. San Marino ha una superficie di appena 61 chilometri quadrati, densamente abitata, con case, scuole, luoghi di lavoro e aree ricreative che si intersecano con le zone di caccia. È come permettere un gioco pericoloso nel nostro cortile comune.
La spiegazione fornita dalla Federazione Caccia sul recente incidente è emblematica: “Se la ‘palla’ colpisce una roccia o un altro oggetto, può spezzarsi e finire in luoghi non previsti.” È questa la sicurezza che vogliamo garantire ai nostri cittadini? Che un proiettile possa “finire in luoghi non previsti”? Non è accettabile che la sicurezza dei cittadini sia affidata al caso o alla speranza che un vetro blindato faccia il suo lavoro.
Si parla di circa 100 cinghiali nel territorio e della necessità di contenerne il numero. Ma esistono alternative moderne e civili alla caccia con armi da fuoco. Altri paesi hanno adottato con successo metodi non letali di gestione della fauna selvatica:
– Sterilizzazione selettiva
– Corridoi ecologici
– Barriere naturali
– Sistemi di dissuasione tecnologici
– Programmi di gestione dell’habitat
San Marino ha l’opportunità di diventare un esempio virtuoso a livello mondiale. Immaginate i titoli: “La più antica repubblica del mondo sceglie la vita: San Marino abolisce la caccia.” Sarebbe un messaggio potente di progresso e civiltà, coerente con la nostra storia millenaria di innovazione e autodeterminazione.
Invece, siamo in drammatico ritardo nelle politiche di salvaguardia dell’ambiente e della fauna selvatica. Non comprendiamo il valore inestimabile della biodiversità e il potenziale turistico ed economico di un territorio che si distingue per la sua attenzione all’ambiente e agli animali.
La gestione della fauna selvatica, quando necessaria, dovrebbe essere affidata esclusivamente a professionisti specializzati, con metodi scientifici e non letali. Non possiamo continuare a permettere che comuni cittadini, per quanto appassionati, girino armati nel nostro territorio per quello che, alla fine, è solo un hobby.
Chiedo quindi:
1. Al Congresso di Stato di presentare immediatamente un progetto di legge per l’abolizione della caccia amatoriale
2. Al Consiglio Grande e Generale di discutere e approvare questa legge con urgenza
3. Ai cittadini di far sentire la propria voce, di non restare in silenzio di fronte a questo anacronistico privilegio che mette a rischio la sicurezza di tutti
Non possiamo aspettare che ci scappi il morto. Non possiamo continuare a essere ostaggio di una lobby che rappresenta una minoranza ma che sembra avere un potere sproporzionato sulle decisioni che riguardano la sicurezza e il benessere di tutti.
San Marino ha sempre saputo essere all’avanguardia nei momenti cruciali della sua storia. Questo è uno di quei momenti. Abolire la caccia non è solo una questione di sicurezza pubblica, è una scelta di civiltà che proietterebbe la nostra Repubblica nel futuro, dimostrandone ancora una volta la capacità di essere un faro di progresso e civiltà nel mondo.
È tempo di scegliere: vogliamo essere ricordati come il paese che ha saputo dire no alla violenza gratuita contro gli animali e ai rischi per i cittadini, o vogliamo continuare a vivere nel timore che un proiettile vagante possa distruggere una famiglia?
Lo slogan della campagna turistica di San Marino è “Lontana dai luoghi comuni, vicina a te”. Questa iniziativa è stata presentata dalla Segreteria di Stato e mira a promuovere il territorio come una meta autentica e accessibile, distinta dai preconcetti comuni. La campagna si concentra sull’outdoor e sull’esperienza diretta con la cultura e la natura sammarinese, invitando i visitatori a scoprire le sue peculiarità.
Basta parole! Passiamo ai fatti!
La scelta è nelle nostre mani. È tempo di agire.
Giordano Bruno Luisè