È una Signora ingorda. Anche in coppa Italia è dominio bianconero

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  • Roma schiantata 3-1. CR7 ancora in gol, poi Bentancur-Bonucci. I giallorossi si svegliano tardi

    Torino Troppa Juve. Per la Roma, sicuramente. Allo Stadium, non c’è stata partita. O meglio: i giallorossi sono stati scolasticamente ordinati fino al gol di Ronaldo che ha aperto le danze appena prima della mezzora.

    Dopo di che, su di loro si è abbattuto un vero tsunami: raddoppio di Bentancur, tris di Bonucci ancor prima di metà gara e passaggio in semifinale in cassaforte. Lo scorso anno la Signora aveva abbandonato la competizione ai quarti per mano dell’Atalanta, il che chiamava vendetta: detto e fatto, insomma. Cosa che invece non è riuscita alla Roma, dodici mesi fa buttata fuori dalla Fiorentina (7-1) e ieri sera incapace di regalare la prima soddisfazione a Dan Friedkin, suo prossimo proprietario che però ha pensato bene di non fiondarsi a Torino. Per gioire, avrà altre occasioni: qualcuno però dovrà anche convincerlo della necessità di mettere mano in fretta al portafoglio.

    Problemi che invece non riguardano i bianconeri. Che, dopo avere giochicchiato per i primi venti minuti lasciando anche sfogare la Roma in qualche circostanza, è poi tracimata quasi anche per sbeffeggiare a sua volta Paolo Bonolis, il quale nel corso della trasmissione Avanti un altro aveva ironizzato su un regolamento pro Juve parlando di arbitri. Meglio passare oltre, ecco. E ammirare per esempio la voglia e la grinta di Higuain in ogni zona del campo, la rabbia di Bentancur al rientro dopo la squalifica, la verve di Douglas Costa (che in Germania danno come possibile ritorno al Bayern Monaco) e via di questo passo. Poi, certo, c’era anche Ronaldo: mai a segno in Coppa Italia prima di ieri (anche perché non l’aveva quasi mai giocata), quando invece ha concluso nel migliore dei modi una galoppata di trenta metri palla al piede battendo infine Pau Lopez con un sinistro millimetrico. Per CR7, tredicesimo gol nelle ultime dieci partite e la solita conferma di quanto sappia essere letale non appena gli viene concesso un minimo di spazio.

    I successivi venti minuti si tramutavano in un vero show da parte dei padroni di casa: squadra altissima e sempre pronta a recuperare palloni su palloni, Douglas Costa indiavolato nello sfornare assist (suoi i passaggi vincenti per il secondo e il terzo gol), difesa attenta e puntuale. La Roma finiva al tappeto, incapace di reagire o quanto meno di limitare i danni in attesa di tempi migliori: il 3-0 di metà gara era insomma già sentenza, anche se nella ripresa non mancavano altre scintille. Subito palo di Kalinic (gol sbagliato, in realtà) e traversa di Higuain, quindi l’autogol di Buffon dopo un altro legno colpito da Under. E uomini di Fonseca per lo meno volitivi, con Buffon che salvava su Florenzi e Rugani su Kalinic. Impossibile però ribaltare il disastro della seconda metà del primo tempo: decima sconfitta sulle dieci partite disputate allo Stadium e tanti saluti alla speranza di giocarsi la finalissima del 13 maggio all’Olimpico. In semifinale ci va la Juventus, che adesso aspetta la vincente di Milan-Torino, match in programma martedì prossimo a San Siro. Il Giornale.it