I dati diffusi oggi dall’Istat relativi al terzo trimestre del 2025 restituiscono la fotografia di un’economia reale solida, smentendo nei fatti le narrazioni più cupe agitate nei mesi scorsi dalle opposizioni parlamentari. L’Istituto di statistica certifica un deciso aumento del potere d’acquisto delle famiglie, cresciuto dell’1,8% rispetto al trimestre precedente, e un incremento del reddito disponibile pari al 2%.
Particolarmente significativo è il dato sulla propensione al risparmio, che schizza all’11,4% registrando un balzo di 1,5 punti percentuali: escludendo l’anomalia del periodo pandemico, si tratta del livello più alto raggiunto dal 2009. Numeri che rappresentano una doccia fredda per il catastrofismo economico cavalcato dalla sinistra e dai “grillini”, le cui previsioni di collasso sociale si scontrano ora con la realtà dei conti certificati.
A confermare il buon andamento è anche il calo della pressione fiscale, scesa al 40%, con una riduzione dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sebbene la spesa per i consumi finali resti ancora prudente (+0,3%), la discesa delle tasse e l’aumento dei risparmi indicano una ritrovata fiducia e capacità di accumulo delle famiglie italiane. Sul fronte dei conti pubblici, il deficit si attesta al 3,4%, mentre il saldo primario rimane positivo, confermando la tenuta del sistema nonostante le difficoltà globali.











