ECONOMIA: Nuova raffica di licenziamenti a San Marino

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  • Resta incandescente il fronte-crisi a San Marino: in questi ultimi giorni la Federazione industria della CSU è impegnata in tre vertenze occupazionali che costano il posto a 25 lavoratori.  

    Fine corsa per la società PSG 1 impegnata nel campionato del mondo di superbike. In questo caso la riduzione di personale interessa  sei dipendenti su sette, ma oltre alle lettere di licenziamento c’è anche  una situazione debitoria di circa 40 mila euro in stipendi arretrati. “Siamo di fronte – spiegano i segretari della FLI-CSU, Enzo Merlini e Giorgio Felici – non solo a un naufragio sportivo del team sammarinese, ma anche al fallimento economico di una società che, solo pochi mesi fa, aveva annunciato di voler onorare l’antica Repubblica portando i colori biancazzurri al mondiale di superbike”. In casa sindacale hanno già fatto partire l’iter per la mobilità, con la precisa richiesta agli amministratori della  PSG 1 di “onorare” i debiti nei confronti dei lavoratori licenziati.
    In difficoltà anche la Fassi Sport, azienda del settore fitness con sede nella zona industriale della Ciarulla. Il taglio del personale interessa dieci dipendenti su trenta, ma i segretari della FLI-CSU si dicono preoccupati sul futuro della società: “Finora non sono emersi progetti imprenditoriali che possano assicurare prospettive economiche e occupazionali a questa azienda”.
    La terza vertenza occupazionale è quella aperta con la Paiardini, azienda meccanica della Ciarulla che lavora in buona parte per il Gruppo SCM.
    I licenziamento sono nove, su un totale di diciannove dipendenti. Anche in questo caso la Federazione Industria ha fatto partite tutte le richieste di mobilità a tutela dei lavoratori e dopo gli ultimi incontri con l’azienda è emersa la possibilità di salvare due posti di lavoro. 
    Ma questa nuova raffica di  licenziamenti per Merlini e Felici riporta in primo piano il nodo ammortizzatori sociali: “La prima vera risposta alla crisi che sta investendo il nostro settore industriale deve essere  la salvaguardia dell’occupazione, impedire cioè che i lavoratori escano dalle aziende”. E rivolgendosi direttamente al Governo, sottolineano come “assolutamente urgente l’utilizzo di tutte le modalità della cassa integrazion previste dalla legge e  l’abbattimento dei costi per il personale in Cig della imprese coinvolte nelle crisi di settore”.