EDITORIALE. La Russia salverà il governo? Il mancato MOU con la Banca Centrale Russia e i rapporti ai ferri corti tra Renzi e Banca Centrale. Ecco come stanno le cose! … di Marco Severini

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Dopo la visita del Ministro esteri russo Sergej Viktorovic Lavrov, secondo fonti interne alla Segreteria di Stato degli Esteri, il Segretario di Stato agli Esteri Nicola Renzi aveva chiesto su espressa richiesta del russo, attraverso il consigliere del Consiglio direttivo di BCSM Antonella Mularoni (ex Segretario degli Esteri in quota Alleanza Popolare) direttamente al Presidente di Banca Centrale Catia Tomasetti, che ha informato il Condir di BCSM, di predisporre con la Banca Centrale russa un MOU – Memorandum of understanding. 

La stessa Tomasetti si era dapprima rifiutata in quanto aveva considerato irrituale tale richiesta, ovvero quello di passare attraverso un consigliere che non dovrebbe (!!!) avere rapporti con la politica – dato che BCSM dovrebbe essere indipendente dalla stessa (almeno così dicono) – e non direttamente al Presidente o al Consiglio Direttivo.

Ovviamente la Tomasetti e tutto il Condir (probabilmente meno la Mularoni) si sono rifiutati di eseguire un ordine politico e non hanno dato l’MOU alla Russia. 

Questo ha fatto infuriare letteralmente il Segretario Renzi e parte del governo a lui vicino e forse questo fatto ha ancora reso più tesi i rapporti tra gli Esteri e BCSM.

Non è stato dato l’MOU alla Russia probabilmente perché si sta trattando con l’Italia (Banca d’Italia) e con la BCE. Forse questo non era il modo corretto di fare dato che BCSM, se è davvero indipendente e non solo a parole, deve decidere lei come impostare questi accordi e soprattutto se farli.

Qualora ci fosse stata la necessità di questo ‘ agreement’’ per avere le disponibilità liquide russe bisognava interfacciarsi dapprima con il governatore della Banca Centrale russa, probabilmente esplorare le possibili aree di comune interesse su cui si poteva instaurare un lavoro, in seguito si poteva passare ad una elencazione di tutti questi punti di interesse eppoi alla fine passare all’MOU. L’abc della diplomazia, anche finanziaria, letteralmente stravolto dal Segretario di Stato agli Esteri Nicola Renzi, quello che tra l’altro ha anche negato di essere quel Nicola della telefonata con Marino Grandoni.

La sostanza è che dopo la visita del Segretario degli Esteri russo a San Marino, Nicola Renzi avrebbe di fatto ordinato – per interposta persona ovvero l’Antonella Mularoni – (alla faccia dell’indipendenza di Banca Centrale!) la sottoscrizione di questo MOU, richiesto precedentemente direttamente dal ministro russo Sergej Viktorovic Lavrov al politico sammarinese. 

Il Memorandum of understanding con la Banca Centrale russa sarebbe stato prodromo alla concessione di finanziamenti russi verso San Marino; alla faccia degli americani, dell’Italia e dell’Europa.  

L’MOU non è stato concesso da parte del Condir (Consiglio Direttivo) della Banca Centrale di San Marino, ed è passata la notizia – in ambienti politici, bancari e finanziari – che la Tomasetti avesse mancato di rispetto al Segretario di Stato agli Esteri di San Marino Nicola Renzi quando invece lo stesso non poteva permettersi di ingerire nell’autonomia di Banca Centrale.

Probabilmente una scorciatoia finanziaria quella che voleva Renzi che non si è realizzata. Una catastrofe politica internazionale fermata proprio dalla Tomasetti e da BCSM, inquisita invece dal Commissario della Legge Alberto Buriani che i media italiani hanno indicato vicino alla dirigenza Banca Cis come anche si può evincere dai famigerati verbali della Commissione Giustizia.

Ancora una volta questo governo dimostra sempre di più la sua totale impreparazione, inconsistenza e mancanza di visione politica strategica che ci porterà, qualora dovesse continuare ancora nel suo mandato, verso il baratro ed alla cessazione dei rapporti politico-finanziari con i nostri vicini.

Un futuro che tutti vorremmo escludere ed evitare.

 

Marco Severini – direttore ed editore

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