Elezioni in Spagna, exit polo: Psoe in testa, i sovranità del Vox entrano in Parlamento. Rebus governo

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Chiuse le urne in Spagna. Nessun partito ottiene la maggioranza per il governo. Per la prima volta sovranisti in Parlamento

Chiuse le urne in Spagna. Gli exit poll e i primi dati reali danno il partito socialista in vantaggio ma non otterrebbe la maggioranza del parlamento.

Il Psoe del premier uscente Pedro Sanchez avrebbe tra i 116 e i 121 seggi. Podemos circa 45. I due partiti, uniti, otterrebbero quindi una maggioranza relativa non sufficiente per governare.

Situazione di paralisi anche a destra, visto che la potenziale maggioranza composta da Partito popolare, Ciudadanos e Vox non sarebbe in grado di raggiungere gli scranni necessari a prendere la Moncloa. Il Pp avrebbe ottenuto circa 70 seggi, Ciudadanos meno di 50 e Vox, il partito dell’ultradestra considerato uno delle sorprese di questa tornata elettorale, fra i 36 e i 38 seggi.

Il partito di Santiago Abascal esulta. Rocio Monasterio, presidente del Partito, ha affermato che che in Parlamento si sentirà parlare “con fermezza e determinazione di unità della nazione e di libertà e uguaglianza di tutti gli spagnoli”. La Monasterio ha ringraziato i militanti e ha parlato di elezioni storiche.

I dati reali

Dopo la chiusura degli ultimi seggi, quelli delle isole Canarie, il ministero dell’Interno ha pubblicato i primi risultati reali che confermano il trend degli opinion poll ,anche se il campione è ancora molto basso. Con il 42,95% dei voti scrutinati, dil Partito socialista ha 129 seggi, i Popolari 67 seggi (in crollo verticale), Ciudadanos 54, Podemos 39 e Vox 23.

Ingovernabilità alle porte?

In ogni caso, sembra confermato il fatto che tutti saranno costretti a trovare un’alleanza per governare la Spagna. Ma nessuna coalizione raggiungerebbe i 176 seggi. Il Partito socialista, pur con una maggioranza netta rispetto al Partito popolare, dovrà per forza di cose ricomporre una coalizione che già si è dimostrata molto fragile e che ha costretto Sanchez a lasciare l’incarico e a indire elezioni anticipate.

Sanchez in mano agli indipendentisti

Se i dati saranno confermati, quello che appare chiaro è che Sanchez, per governare, potrebbe avere bisogno del voto degli indipendentisti. Movimenti estremamente eterogenei e con vedute molto radicali che avrebbero di fatto il controllo su tutto il futuro dell’esecutivo. La grande affluenza registrata in Catalogna dimostra che il peso degli indipendentisti (e soprattutto quello più radicali di Erc) potrebbe risultare decisivo. Ma chiederanno molto in cambio. a cominicare da più autonomia. Ed è proprio per quello che a destra cresce Vox. Il Giornale.it

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