Il momento di grande difficoltà spinge un po’ tutti a chiedersi dove reperire le risorse per far ripartire il Paese in tempi brevi. Come fare? La piazza finanziaria è andata com’è andata. C’è poi un comparto industriale che però è in crisi in tutto l’Occidente. Che cosa rimane? La nostra economia vanta dei trascorsi importanti nel commercio turistico. Il commercio resta una delle poche leve solide da azionare per produrre da subito effetti economici positivi.
Ciononostante questo settore è ormai da tempo la Cenerentola. Negli ultimi anni poco o nulla è stato fatto per implementarlo e renderlo redditizio. In tempo di elezioni tutti – chi più chi meno – tornano a indicare il commercio come un potenziale economico. Però subito dopo se ne dimenticano. Progetti anche datati, ad ogni nuova elezione tornano alla ribalta per poi scomparire fino alle elezioni successive. Eppure tutti ce lo ripetiamo sempre: “Il Turismo rappresenta una risorsa, ci vorrebbe poco”. E allora? Allora bisogna crederci. Al momento resta un settore con un grande potenziale inespresso, che vive grazie al riflesso dalla Riviera Romagnola.
Che cosa fare dunque?
1) Ci vuole un progetto. Dobbiamo decidere che cosa si vuol diventare e su che tipo di turismo si vuole puntare. 2) Marketing e promozione, perché è inutile organizzare una buona proposta turistica o grandi eventi se non si hanno gli strumenti per stare sul mercato. 3) Fare promozione con largo anticipo, perché la promozione dell’ultimo minuto non permette né pianificazione né risultati efficaci. 4) Defiscalizzare a rotazione delle merci, come avveniva in passato. 5) Ripristinare il decoro urbano: al momento vi sono zone molto trascurate, le aree verdi sono pochissime e per niente attrezzate, senza panchine e giochi per bambini o aree più-nic. 5) Potenziare i servizi di base: apertura continuata della farmacia, incremento degli sportelli bancari (da tre sono scesi ad uno), apertura di un ufficio cambio valute, realizzazione di infrastrutture per il turismo ciclistico (posteggio biciclette, deposito caschi e valigie), installazione di segnaletica in lingua inglese. 6) Riorganizzare la raccolta differenziata e togliere i bidoni dalle strade.
Questi sono interventi necessari nell’immediato, che se uniti ad una buona offerta ristorativa e commerciale potrebbero rappresentare un buon inizio con costi contenuti. Gli eventi e le manifestazioni di richiamo possono diventare un aspetto successivo, anche se non secondario. Di lavoro da fare ce n’è tanto, anche in collaborazione con chi vive e lavora in Centro Storico e con le tante realtà imprenditoriali sammarinesi che possono offrire la loro capacità imprenditoriale oltre ad una conoscenza del territorio generando un circuito virtuoso di economia circolare. Il mio è il punto di vista di chi da una vita vive il Centro Storico e da trenta anni investe e lavora in attività turistiche. Metto la mia esperienza a disposizione di un Paese che merita di ripartire.
Andreina Bartolini