Emilia-Romagna, a Cesena festa di Carnevale in lingua madre: la Lega critica l’iniziativa del Centro interculturale

“Integrazione o isolamento? Propendiamo per la seconda ipotesi”. La Lega di Cesena attacca l’iniziativa del Centro interculturale Movimenti, che il prossimo 15 febbraio organizzerà una festa di Carnevale in collaborazione con alcune associazioni di immigrati, durante la quale si svolgeranno letture in lingua madre.

In una nota firmata da Enrico Sirotti Gaudenzi, capogruppo Lega, Antonella Celletti, responsabile Enti locali Lega Romagna, e Virna Lega, responsabile sezione Lega Cesena, il partito contesta duramente l’evento. “L’iniziativa stupisce”, scrivono gli esponenti del Carroccio. “Di fronte alle pesanti ricadute negative del multiculturalismo ci sono aree del sociale in Italia, soprattutto influenzate dal relativismo acritico della sinistra, che continuano a promuovere la diversità culturale anziché incoraggiare una buona conoscenza della lingua e, di conseguenza, della storia e delle regole del Paese ospitante”.

Secondo la Lega, la conoscenza dell’italiano rappresenta “il primo collante per una possibile integrazione degli immigrati stranieri, soprattutto se richiedenti la cittadinanza”. La nota cita l’esempio della Gran Bretagna, dove ottenere la cittadinanza “è un percorso rigoroso che pretende, tra l’altro, l’integrazione culturale e linguistica con prove in inglese di conoscenza della storia britannica”.

Gli esponenti leghisti puntano il dito contro “innumerevoli casi di cittadini italiani di origine straniera, molte le donne, che non sanno cavarsela con l’italiano nonostante le certificazioni acquisite”. Un fenomeno che, sottolineano, “oltre a costituire una barriera e un pericolo di condizionamento e di sfruttamento, significa anche isolamento, indebolimento del collante sociale di cittadinanza, separatezza culturale con il possibile mantenimento di pratiche illecite e inaccettabili per la nostra società”.

La richiesta è rivolta all’Unione dei Comuni Valle Savio, ai Servizi sociali del Comune, all’Asp e al Centro interculturale, definito “una sorta di scatole cinesi”. “Altro che letture in lingua madre, in una festa ispirata al Carnevale, di tradizione cristiana”, concludono Sirotti Gaudenzi, Celletti e Lega, “leggete storie italiane e parlate nella nostra lingua: questa è la prima chiave per l’integrazione”.