Emilia-Romagna, caos in Regione: protesta anti-Cpr ferma i lavori

Momenti di forte tensione hanno caratterizzato la seduta odierna dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna. I lavori dell’aula sono stati bruscamente interrotti dall’intervento di un gruppo di attivisti, che ha manifestato rumorosamente il proprio dissenso contro l’ipotesi di realizzare nuovi Centri di permanenza per il rimpatrio sul territorio regionale.

bologna – 29/03/2010 – elezioni regionali 2010 –
sede della regione emilia romagna – viale aldo moro –

Le contestazioni sono esplose proprio mentre il governatore Michele de Pascale stava rispondendo alle interrogazioni poste dai consiglieri di maggioranza e opposizione sul delicato tema migratorio. I manifestanti hanno intonato cori per ribadire la volontà di un’Emilia-Romagna libera dai Cpr, arrivando a inveire contro gli esponenti del centrodestra, invitandoli provocatoriamente a destinare i propri figli a tali strutture. Di fronte alle urla, i rappresentanti dell’opposizione hanno abbandonato l’aula in segno di protesta, costringendo alla sospensione temporanea della seduta.

Nel suo intervento, il Presidente della Regione ha cercato di chiarire la linea dell’amministrazione dopo le frizioni emerse nei giorni scorsi con il Comune di Bologna e all’interno della stessa coalizione di governo. De Pascale ha precisato che, pur non chiudendo a priori alla possibilità di discutere di strutture per il rimpatrio, la soluzione non può coincidere con il progetto avanzato dal ministro Piantedosi, che prevedeva l’apertura di un centro nel capoluogo emiliano. Una posizione che cerca di mediare tra le esigenze di sicurezza e la ferma opposizione politica locale.