Emilia-Romagna e San Marino, Parma (Pd): “L’accordo è una svolta politica per il territorio”

 

“L’Accordo tra la Regione Emilia-Romagna e la Repubblica di San Marino non è un atto burocratico. È il risultato di un lavoro politico portato avanti negli anni e in questi mesi dentro e fuori dall’aula, con un obiettivo chiaro: dare risposte concrete a un territorio che vive ogni giorno la dimensione transfrontaliera.” A dichiararlo è Alice Parma, vice capogruppo dem in consiglio regionale.

“Come rappresentante di un territorio, la provincia di Rimini, che dialoga da sempre nella quotidianità con il Titano, ho presentato in estate un ordine del giorno che chiedeva impegni precisi su lavoro frontaliero, tavoli tecnici permanenti, strumenti di monitoraggio condivisi, maggiore integrazione su sanità, servizi, infrastrutture. Oggi molti di quei contenuti entrano nero su bianco nell’Accordo firmato dal presidente de Pascale in via di ratifica in Assemblea legislativa” continua Parma.

L’intesa definisce un quadro strutturato di collaborazione che spazia dal sostegno alle imprese alla tutela ambientale, dalla viabilità alla ricerca e innovazione. Si rafforza anche la partecipazione comune ai programmi europei e si mettono in campo strumenti stabili – tavoli tecnici, protocolli attuativi e una Commissione mista – per garantire continuità e concretezza agli impegni assunti. “In questo accordo si parla esplicitamente di politiche attive del lavoro con riferimento ai frontalieri. Si rafforza la collaborazione sanitaria e socio-sanitaria. Si interviene su trasporti, gestione dei servizi idrici, protezione civile. Si istituiscono strumenti di coordinamento stabili tra le amministrazioni. Non è un dettaglio: è il riconoscimento che Rimini e San Marino sono un sistema integrato, non due realtà separate”.

La consigliera Pd conclude: “Questo è il senso del lavoro fatto in questi mesi: trasformare le criticità in agenda politica, portarle al centro del confronto regionale e ottenere impegni formali. Ma non ci fermiamo qui. Restano aperte questioni decisive, a partire dalla piena tutela fiscale e sociale dei lavoratori frontalieri e dalla risoluzione delle situazioni di iniquità che colpiscono tante famiglie del riminese. Sono temi che continueremo a notificare a livello nazionale, visto che la competenza è lì. La ratifica dell’Accordo in Emilia-Romagna è un punto di partenza, non di arrivo. Ora serve dare attuazione agli impegni e pretendere che anche il Governo nazionale faccia la propria parte. Il nostro territorio chiede equità, certezze e diritti. E su questo continueremo a lavorare, con determinazione”.