Non si ferma la striscia positiva del Gruppo Hera sul fronte della gestione delle risorse umane. Per il diciassettesimo anno di fila, la multiutility bolognese ottiene la certificazione “Top Employer”, confermandosi tra le migliori realtà italiane per le politiche di welfare, formazione e sviluppo del personale. Il riconoscimento, assegnato dal Top Employers Institute, l’ente certificatore globale con base in Olanda, arriva al termine di un’analisi selettiva che ha passato al setaccio parametri chiave come retribuzioni, condizioni di lavoro e cultura aziendale.
In una nota diffusa oggi dalla società, emerge come il premio sia il frutto di un modello organizzativo che punta sulla stabilità e sulla crescita interna. Con una forza lavoro che supera le 10.500 unità, di cui il 96% assunta con contratto a tempo indeterminato, Hera si distingue in un panorama lavorativo spesso frammentato. I numeri diffusi dal Gruppo raccontano di un investimento massiccio sulle persone: ogni anno vengono destinati circa 15 milioni di euro alla formazione, garantendo una media di 30 ore di aggiornamento pro capite per oltre il 97% dei dipendenti. Un ruolo cruciale è giocato da HerAcademy, la corporate university che funge da ponte tra l’azienda e il mondo accademico per supportare le transizioni energetica e digitale.
Ma la sfida del 2026 guarda anche alla demografia. Con un’età media di 46,5 anni, l’azienda si trova a gestire la convivenza di ben quattro generazioni diverse nello stesso ambiente lavorativo. “Ciò significa maggiore complessità, ma anche maggiori opportunità”, spiegano dal quartier generale, sottolineando l’importanza di creare un dialogo intergenerazionale per valorizzare tanto l’esperienza quanto l’innovazione dei più giovani.
“Il nostro purpose aziendale risponde a una più ampia convinzione: quella che la valorizzazione delle persone che lavorano nel Gruppo e la loro soddisfazione sono fondamentali per garantire la crescita e la solidità dell’azienda”, ha dichiarato Cristian Fabbri, Presidente Esecutivo del Gruppo Hera. Fabbri ha poi aggiunto: “Il nostro modello vuole essere un ponte verso il futuro per rispondere efficacemente alle continue evoluzioni sul mercato del lavoro con una transizione giusta, che vede tutti gli stakeholder partecipare alla creazione di sviluppo sostenibile”.
Sul piatto della bilancia pesa anche il welfare aziendale, con il sistema “Hextra” che assorbe 23 milioni di euro l’anno per offrire servizi sanitari, previdenziali e sostegno alla genitorialità al 99% della popolazione aziendale. Un ecosistema che sembra funzionare anche in termini di attrattività: negli ultimi tre anni il Gruppo ha assunto oltre 3.900 persone e prevede di mantenere questi ritmi anche per il prossimo futuro, confermando un turnover tra i più bassi del settore. “Il conseguimento della certificazione riflette l’impegno del Gruppo Hera nel creare un ambiente di lavoro eccellente”, ha commentato Adrian Seligman, CEO del Top Employers Institute, sigillando un risultato che pone la multiutility emiliana ai vertici delle classifiche nazionali ed europee.











