Emilia Romagna, il sondaggio top-secret che spaventa la sinistra

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Secondo un sondaggio riservato la coalizione di centrodestra sarebbe in vantaggio di 5-7 punti percentuali in Emilia Romagna. Testa a testa, invece, tra i due candidati governatori Bonaccini e Borgonzoni

Il destino del Conte Bis è appeso ad una data, quella del 26 gennaio. È in Emilia Romagna, probabilmente, che si deciderà se il governo andrà o no avanti.

Se fosse replicato lo scenario umbro, a detta di tutti, l’esecutivo giallorosso potrebbe dover prendere atto della volontà popolare e andare ad elezioni, mettendo fine all’attuale legislatura.

Per questo, ad una settimana di distanza dalla batosta umbra, le forze di governo iniziano a commissionare sondaggi per capire l’aria che tira nella prossima regione rossa che rischia di essere espugnata dal centrodestra. E i risultati, secondo alcune indiscrezioni pubblicate dal quotidiano La Stampa, non sarebbero rassicuranti per Dem e grillini. Una delle rilevazioni riservate che circolano darebbe la coalizione guidata da Lucia Borgonzoni in vantaggio di 5 o addirittura 7 punti, mentre si prevede un testa a testa fra i due candidati, la leghista e il governatore uscente Stefano Bonaccini.

Uno scenario che oltre a pesare sulla tenuta del governo potrebbe creare non pochi problemi anche al segretario del Partito Democratico, che dovrebbe giustificarsi di fronte ai suoi per la sesta sconfitta consecutiva, per di più in uno dei fortini della sinistra. Ci sono ancora 82 giorni per cambiare tutto, certo. Ma la sfida, per la prima volta in Emilia Romagna, per i Dem partirà in salita. La rimonta è affidata a Bonaccini, che ha ottenuto anche il sostegno di Matteo Renzi per la corsa alla Regione. Il governatore uscente difende il suo operato e sbandiera i risultati. Dalla sua c’è la crescita emiliana, la prima in Italia, e la percentuale di disoccupati inferiore al 5%.

A differenza del caso umbro, dove la governatrice Dem Catiuscia Marini si era dimessa dopo uno scandalo che ha coinvolto l’intero partito locale di Zingaretti, dalla sua Bonaccini ha cinque anni di governo che gli hanno garantito un sostegno trasversale. Compreso quello di duecento sindaci, alcuni anche di centrodestra, che lo sosterranno con una “Lista civica”. Nella lista dei supporter di Bonaccini ci sono anche la Confindustria, la Fiom e gli storici leader politici emiliani: tra loro Romano Prodi, Pierluigi Bersani e il primo cittadino bolognese Virginio Merola.

La sinistra tutta, insomma, scenderà in campo compatta per difendere l’ultimo baluardo rosso dall’avanzata “sovranista”. Una tecnica che potrebbe fare leva sui sentimenti dell’elettorato locale e mettere in difficoltà la Borgonzoni, già reduce da una sconfitta al Comune di Bologna. Per questo a scendere in campo, come per l’Umbria, con tutta probabilità sarà direttamente Matteo Salvini, che tenterà di strappare la roccaforte Dem alla sinistra. Il Giornale.it

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