Emilia-Romagna, lavoro e stipendi: uno su due pronto a cambiare, per il 63% la paga non è adeguata

Un lavoratore su due in Emilia-Romagna è pronto a cambiare azienda entro il prossimo anno, spinto da uno stipendio che per oltre sei su dieci non è adeguato alle responsabilità ricoperte. È la fotografia di un mercato del lavoro regionale in pieno fermento, scattata dall’ultimo report Salary Guide 2026 della società di recruitment Hays Italia, presentato oggi. Se da un lato cinque aziende su dieci prevedono di aumentare il proprio organico, dall’altro devono fare i conti con professionisti sempre più esigenti, attenti non solo alla busta paga ma anche a benefit e percorsi di crescita chiari.

Il tema della retribuzione resta centrale. Secondo l’indagine, condotta su un campione di circa 1.300 professionisti e aziende, il 63% dei lavoratori della regione considera il proprio stipendio non commisurato al ruolo. Un’insoddisfazione che trova riscontro nel dato sulla retribuzione media di Bologna, che con 55.501 euro annui si attesta sotto la media nazionale di 56.360 euro. Non stupisce, quindi, che la mobilità sia vista come la via maestra per un aumento: il 53% dei dipendenti si dichiara pronto a cambiare lavoro, una percentuale ben superiore al dato nazionale (44%), e per quasi un terzo di loro (28%) il cambio di azienda è la principale strategia per ottenere un incremento salariale. A pesare su questa scelta c’è anche la scarsa trasparenza sui percorsi di carriera interni: per quasi sei intervistati su dieci, i meccanismi di promozione sono poco chiari o del tutto assenti.

“Il 2026 non sarà un anno di attesa, ma di scelte strategiche”, commenta Chris Dottie, Managing Director di Hays Italia. “In un mercato in cui le persone valutano il pacchetto complessivo, le aziende devono agire su trasparenza salariale, sviluppo delle competenze e integrazione dell’Intelligenza Artificiale. Oggi attrarre e trattenere talenti significa investire in persone, competenze e cultura: chi anticipa il cambiamento lo trasforma in un vantaggio competitivo”.

Ma l’attrattività, come sottolinea il report, non si gioca solo sul salario. Il pacchetto di benefit si conferma un elemento sempre più decisivo nella scelta di un nuovo ruolo per il 63% dei professionisti. Tra i più offerti e apprezzati in regione spiccano i buoni pasto, l’assistenza sanitaria e il lavoro flessibile, oltre all’auto aziendale. Accanto a questi, i lavoratori indicano come rilevanti anche un buon ambiente di lavoro (46%) e la possibilità di dedicarsi a progetti stimolanti (42%).

Dall’indagine emerge anche un’altra sfida cruciale: il divario di competenze, o “skill gap”. Un problema riconosciuto da entrambe le parti. Il 37% dei lavoratori ammette di avere la necessità di aggiornarsi, mentre quasi tutte le aziende confermano di aver riscontrato una carenza di competenze negli ultimi dodici mesi, a cui cercano di rispondere con programmi di formazione interna e workshop. Infine, un dato che vede l’Emilia-Romagna un passo avanti: l’Intelligenza Artificiale è già utilizzata regolarmente sul lavoro dal 58% dei professionisti (contro il 52% nazionale), percepita soprattutto come leva di produttività e strumento di analisi. L’82% si dichiara infatti disponibile a formarsi per utilizzarla al meglio.