Emilia Romagna. Pro Vita Famiglia: a Rimini e Ravenna censura politica

La decisione della Giunta comunale di Rimini e della Ravenna Entrate Spa di vietare l’affissione dei manifesti contro l’ideologia gender sono un atto di censura inaccettabile, che limita la libertà di espressione e il diritto a un dibattito aperto su temi di rilevanza sociale.
Il manifesto, con il volto di Donald Trump e la frase “Impedirò la mutilazione chimica dei giovani causata dall’ideologia gender“, citava un ordine esecutivo del presidente degli Stati Uniti, con un invito al Governo italiano a prendere esempio. Un messaggio che solleva una questione di pubblico interesse e che merita di essere discusso senza pregiudizi ideologici.
Le motivazioni del Comune parlano di un presunto “contenuto discriminatorio, non veritiero e fonte di allarmismo sociale“. Accuse infondate e strumentali per silenziare ogni voce critica. La cosiddetta “terapia ormonale per la transizione di genere” è un tema dibattuto scientificamente ed eticamente. Definirlo “non veritiero” significa negare i rischi di tali trattamenti per la salute di molti giovani.
Il Comune di Rimini e Ravenna Entrate Spa si ergono a giudici della verità, imponendo una visione ideologica e impedendo il libero confronto. Questo atteggiamento contraddice i principi democratici e costituzionali, primo fra tutti il diritto alla libertà di manifestazione di pensiero e parola sancito dall’articolo 21 della Costituzione italiana.
Chiediamo il rispetto del diritto a esprimere il nostro pensiero e a difendere i diritti dei bambini e delle famiglie. Non ci faremo intimidire da questa censura.
Invitiamo cittadini e istituzioni a unirsi nella difesa della libertà di espressione, principio essenziale di ogni società democratica.
Così in una nota Pro Vita & Famiglia Onlus.