Le dichiarazioni del presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale sulla disponibilità a discutere di un Centro di Permanenza per i Rimpatri hanno provocato una frattura all’interno della maggioranza di centrosinistra. La questione è emersa ieri, quando il governatore ha annunciato di essere pronto a sedersi al tavolo con il governo nazionale per affrontare il tema delle espulsioni.
De Pascale ha spiegato di voler collaborare con lo Stato per rendere più efficaci le procedure di allontanamento dei soggetti considerati socialmente pericolosi. Il presidente regionale ha sottolineato che aumentare la sicurezza delle comunità dovrebbe rappresentare un obiettivo condiviso, indipendentemente dagli schieramenti politici. Ha inoltre evidenziato come risulti incomprensibile che strutture di questo tipo siano accettate in altre regioni italiane ma non in Emilia-Romagna.
La posizione ha immediatamente scatenato reazioni contrastanti. Alleanza Verdi e Sinistra ha diffuso una nota in cui esprime totale dissenso rispetto all’ipotesi. Il gruppo regionale considera i CPR strutture che violano i diritti fondamentali e confinano le persone in condizioni degradanti. La formazione politica ha ribadito la richiesta di chiusura di tutti i centri esistenti in Italia e all’estero, invocando politiche migratorie basate sull’accoglienza anziché sulla detenzione amministrativa.
Anche il Movimento 5 Stelle ha assunto una posizione critica. Il consigliere regionale Lorenzo Casadei ha dichiarato che accettare un confronto su questo tema significherebbe avallare un’equazione sbagliata tra sicurezza e presenza di stranieri irregolari. Secondo il pentastellato, i dati dimostrano che integrazione e inclusione generano coesione sociale e benefici economici per le comunità.
Contraria anche l’assessora alla sicurezza del Comune di Bologna, Matilde Madrid, che ha fatto notare come in Italia esistano già numerosi CPR con centinaia di posti disponibili. L’esponente della giunta Lepore ha definito il dibattito superato e ha sottolineato l’assenza di tutele dei diritti all’interno di queste strutture.
Pure la CGIL regionale ha preso posizione contro l’apertura del governatore. Il sindacato ha citato i dati del Tavolo Asilo e Immigrazione, secondo cui i rimpatri effettuati dai CPR rappresentano appena il 10,4 per cento del totale dei provvedimenti di allontanamento, a fronte di costi superiori ai 19 milioni di euro nel solo 2024. L’organizzazione ha denunciato le condizioni di vita all’interno dei centri, descritte come degradanti per la dignità umana.
De Pascale ha replicato questa mattina alle critiche, riconoscendo la legittimità delle obiezioni ma insistendo sul fatto che il sistema delle espulsioni in Italia non funziona. Il presidente ha richiamato l’attenzione sul problema delle persone arrestate ripetutamente per reati che, pur ricevendo ordini di espulsione, non vengono effettivamente allontanate dal territorio nazionale.
Sul fronte opposto, Forza Italia ha accolto con favore la disponibilità del governatore. La deputata Rosaria Tassinari, coordinatrice regionale del partito azzurro, ha definito l’apertura di de Pascale un passo importante che dimostra come le responsabilità di governo impongano scelte concrete. La parlamentare ha però ammonito il presidente a non fare marcia indietro sotto la pressione delle componenti più ideologiche della coalizione.
Anche Fratelli d’Italia ha presentato un’interrogazione in consiglio regionale per chiedere al governatore di chiarire ufficialmente la posizione della Regione sul tema. La capogruppo Marta Evangelisti ha accusato la maggioranza di centrosinistra di essere allo sbando sulla sicurezza, sottolineando l’isolamento di de Pascale rispetto ai suoi alleati.
La questione evidenzia una spaccatura interna al Partito Democratico tra il livello regionale, più incline al dialogo con il governo sui rimpatri, e quello locale bolognese, che mantiene una linea di netta chiusura. Una divisione che alimenta interrogativi sulla capacità della coalizione di centrosinistra di mantenere una posizione unitaria su temi delicati come la sicurezza e l’immigrazione.











