ERA IL 26 GIUGNO DEL 1944…

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“Soltanto la coscienza civile può oggi apprezzare il sacrificio di un piccolo popolo che si affama per contribuire a sfamare, che raccoglie i perseguitati senza discriminazione….Un piccolo popolo che parla ai grandi….Quando si parla e si parlerà del piccolo popolo sammarinese si dovrà dire del grande popolo di San Marino” di monsignor Montini il futuro Papa Paolo VI                                                                                                                          
Ma la guerra vera e propria piombò inaspettatamente su san Marino il 26 giugno 1944. Squadriglie di bombardieri della DAF (Aviazione del deserto britannica) Furono sganciate 263 bombe principalmente sulla linea ferroviaria che la collegava a Rimini facendo 63 morti.
Mio nonno Battista Guerra era sul lavoro, ex silos e forno, ora palazzo -sala sums.
Il suo lavoro, operaio muratore, appassionato dal suo lavoro ma soprattutto dedito alla famiglia formata da sette figli e la moglie Maria.
Quando intravide i primi aerei della Desert Air Force britannica in lontananza penso che i primi bombardamenti furono in territorio italiano ma erano già a San Marino.
I suoi compagni di lavoro compresero da subito che i bombardamenti sarebbero proseguiti fino in Città, raccolsero le proprie cose e incamminarono e dissero: Via –Basti, viene via, la famiglia Guerra era ed è chiamata i Gal ad San Gian,-Gal vin via-.
Aveva un senso per la propria famiglia altissima e una responsabilità del buon padre di famiglia, ma anche il bisogno di portare a casa qualcosa in più per mangiare.
Era sicuro che la piccola Repubblica l’avrebbe protetto proprio per la sua neutralità e libertà di paese estero.
Fu un lampo, ma allo stesso istante gli inglesi erano già sopra la capitale, il tempo di alzare la testa e le bombe esplosero, ma Basti non riuscì a scappare e rimase sepolto dalle macerie.
Dopo l’accaduto il governo britannico, rigettando ogni responsabilità ammise di avere agito su informazioni inesatte e risarcì i danni provocati dalla RAF con 80.000 sterline. Il 7 luglio1961 alla Camera dei Comuni inglese furono pronunciate parole di elogio per le rigorose misure messe in atto dalla Repubblica di San Marino durante la seconda guerra mondiale per mantenere e difendere la tradizionale politica di neutralità. Questo non impedì agli eserciti alleati di invadere la neutrale repubblica, il 20 settembre 1944 per inseguire i tedeschi in fuga verso nord.
Vennero proclamati tre giorni di lutto nazionale. Il bombardamento inglese di San Marino fu dovuto a false notizie, si pensava che i tedeschi si fossero impadroniti della Repubblica e che vi stessero creando depositi di armi e munizioni. Furono inviate immediatamente proteste agli inglesi attraverso un comunicato stampa letto alla radio della RSI. Nel comunicato si ribadiva la neutralità sammarinese e si rilevava la crudeltà ingiustificata del bombardamento. Ma tali dichiarazioni non convinsero gli alleati. In luglio gli eserciti alleati risalirono lentamente l’Italia centrale e presto raggiunsero San Marino.
San Marino era diventata il rifugio di tutti. Già dal 28 dicembre 1943, quando Rimini era stata distrutta dagli aerei alleati, le popolazioni della riviera erano in gran parte sfollate a San Marino. La popolazione della Repubblica era di 15.000 persone , in quei giorni se ne contavano 60.000. Le popolazioni arrivavano in colonne lungo i corsi dei fiumi, precedute dai parroci e da grandi bandiere bianche. La situazione non era delle migliori. Alla mancanza d’energia elettrica si suppliva con il lavoro delle braccia. Si rimettono in funzione i vecchi forni a legna e i mulini, si formano squadre di operai che fanno il pane a turno, si trasportano grano, farina e pane su carri tirati da buoi. Le razioni calano a 50g quotidiani per persona, ma se ne riescono a sfornare 70 mila al giorno. Nella seconda decade di settembre il territorio sammarinese è attraversato da reparti tedeschi e italiani della RSI. La guerra guerreggiata entra a San Marino il 17 settembre. Gli alleati avevano vinto la seconda battaglia di Coriano e ora inseguivano i nemici che si ritiravano verso la Linea Gialla, fra i fiumi Ausa e Marecchia. Nel pomeriggio inoltrato del 17, nella notte e per tutto il giorno successivo si combatte aspramente la battaglia di San Marino. Il 20 la Repubblica viene liberata dagli americani, cessano così tre giorni di bombardamenti incessanti e 5 anni di sofferenze.
Cosa lascia il nonno Basti de Gal a noi nipoti ,il suo senso alla famiglia, il dovere e l’Orgoglio al suo lavoro, unica risorsa onesta e pulita per il sostentamento per i propri cari, il sentimento di cittadino Sammarinese di essere libero e neutrale.
Oggi tutti quanti si riempiono la bocca della nostra sovranità e Sammarinesità, alla situazione attuale, ma prima dove tenevano nascosti questi sentimenti, dove erano?
Oggi dobbiamo riappropriarsi dei valore dei nostri padri;  Un comunista (democratici) negli Stati Uniti disse:
“Non chiederti cosa può fare il tuo paese per te, ma chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese”
È ora di dare ai nostri figli, che sono già di fatto figli dell’Europa per le comuni radici culturali, geografiche e storiche, un doveroso diritto di cittadinanza, che non può più assolutamente essere disatteso.

I nostri padri la storia sono riusciti a scriverla, con sangue e sacrificio, noi ne saremo capaci?

                                               Un saluto da Orgoglio Operaio (Michele Guidi)

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