
Anche se si è cercato di attenuare l’impatto e minimizzare i casi riscontrati, il 2016 è stato l’anno dell’invasione della droga nelle scuole di Parma. Un fenomeno tuttavia sottovalutato da istituzioni e società. Una situazione enormemente favorita dalla collocazione geografica scolastica che concentra gli istituti in due poli precisi. La zona di Via Toscana, nel quartiere San Leonardo, dove si trovano il Liceo Scientifico Statale “Attilio Bertolucci”, l’Istituto Tecnico Industriale Statale “Leonardo Da Vinci”, l’Istituto Statale di Istruzione Secondaria Superiore “Pietro Giordani”.

L’area attorno a Viale Maria Luigia, nel quartiere Oltretorrente, che ospita il Liceo-Ginnasio Classico Statale “Gian Domenico Romagnosi”, il Liceo Scientifico Statale “Guglielmo Marconi”, il Liceo Scientifico Statale “Giacomo Ulivi”, il Liceo delle Scienze Umane “Albertina Sanvitale”, l’Istituto Tecnico Statale per Geometri “Camillo Rondani”, l’Istituto Tecnico Agrario “Fabio Bocchialini”, l’Istituto Tecnico Commerciale “Macedonio Melloni”.
Due corridoi della droga dove spacciatori proliferano agli orari di entrata e uscita malgrado il protocollo di intervento elaborato da Prefettura, Ufficio Scolastico Provinciale, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Municipale che hanno predisposto sorveglianza attiva con cani anti-droga, personale in borghese, controlli preventivi, ispezioni all’interno degli edifici scolastici. Un opera di contrasto importante che deve tuttavia avere come obiettivo non l’allontanamento dei pusher dalle due zone, bensì l’eliminazione di una minaccia che può compromettere il destino delle future generazioni.
Salvatore Occhiuto