Esperiments di Pierluigi Pusole a San Marino

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La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di San Marino ospita da domani e fino  al 5 settembre 2010 presso la sede della Galleria delle Logge la mostra “Esperiments” di Pierluigi Pusole.

L’artista presenta un corpo d’opere inedite, appositamente realizzate per l’occasione, logica prosecuzione dei lavori presentati lo scorso anno in anteprima nella città di San Marino. Il nuovo ciclo di dipinti ad acquerello e acrilico su carta, raccolti sotto il titolo Experiments, e’ composto da 112 opere suddivise in sette parti distinte. Ogni opera e’ pensata come fosse una monade che concorre a creare una grande composizione che avvolgerà lo spazio espositivo.

Il nucleo di questo lavoro si sviluppa da forme unicellulari che allignano nella superficie bianca del foglio; attraverso un processo micotico, la materia (intesa qui come -vivente- ma soprattutto come -pittorica-) inizia a organizzarsi in forme sempre piu’ complesse ed evolute. Nella cosmogonia personale di Pusole, il mondo e gli esseri viventi sono pero’ soggetti ad anomalie o a errori genetici, a clonazioni e a permutazioni morfologiche; si tratta infatti di -esperimenti- proto-scientifici che si basano sulla casualità, sul fatalismo e sull’accidente (perche’ cio’ che vediamo e’ cio’ che accade), hanno quindi la necessità di progredire anche grazie agli errori, con il coraggio di ricominciare di nuovo, e ancora, e ancora, riconoscendo la propria teoria solo ed unicamente nell’empirismo.

Pusole intende ridurre la realtà fenomenica a una tabula rasa che, per converso, diventa una tabula picta in cui egli puo’ ri-creare daccapo o ri-cominciare a proprio piacimento. In queste opere i paesaggi e le figure si ripetono in modo sempre differente, appaiono e scompaiono, sovvertendo di volta in volta le gerarchie del macro e del microcosmo. L’artista dipinge la ciclicità di un’esistenza che progredisce per accumulazioni additive o per drastiche interruzioni, generando un senso di perenne de’jà-vu le cui variazioni sono riducibili tra loro a uno spazio unico e a un tempo omogeneo.

Un unicum/continuum dominato da una fitta vegetazione e da ambienti lacustri (l’acqua e’ il principio della vita, infusa nella tecnica ad acquerello) che sono informati da cromatismi verdi e rossi. La pluralità dell’immagine nasce quindi da una totalità infinitamente divisibile, il cui fondamento e’ la bio-diversità: quella della pittura, che non e’ rappresentazione della realtà ma sua stessa artefice.

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