Esplosione in una scuola a Kabul, “20 morti e 35 feriti”

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  • Venti persone sono rimaste uccise e oltre 35 ferite in un attentato suicida, seguito da una sparatoria in un un centro educativo a ovest di Kabul: lo ha riferito una fonte del governo afgano ad Al-Jazeera. L’esplosione è avvenuta all’interno del centro educativo “Kaj” nel quartiere di Dasht al-Barshi, abitato da sciiti, secondo l’Associated Press. Il portavoce della polizia di Kabul Khaled Zadran ha confermato l’esplosione e ha detto che la polizia avrebbe fornito maggiori informazioni in seguito. L’esplosione è avvenuta nel quartiere di Dasht-e-Barchi, un’area a maggioranza musulmana sciita nella parte occidentale di Kabul, dove vive la comunità minoritaria Hazara, teatro di alcuni degli attacchi più mortali in Afghanistan.
        “Un centro educativo chiamato ‘Kaj’ è stato attaccato, causando purtroppo morti e feriti”, ha twittato il portavoce del ministero degli Interni Abdul Nafy Takor. “Le squadre di sicurezza hanno raggiunto il sito, la natura dell’attacco e i dettagli delle vittime saranno resi noti più tardi”. “Attaccare obiettivi civili dimostra la crudeltà disumana e la mancanza di standard morali del nemico”.
        Video postati online e foto pubblicate dai media locali hanno mostrato le vittime insanguinate che venivano portate via.
        Negli ultimi mesi la sicurezza nl Paese ha cominciato a deteriorarsi sotto la guida degli islamisti della linea dura.
        Gli hazara sciiti dell’Afghanistan hanno dovuto affrontare persecuzioni per decenni, con i Talebani accusati di abusi contro il gruppo quando hanno governato dal 1996 al 2001 e di averli ripresi dopo essere saliti al potere l’anno scorso. Sono anche il bersaglio frequente degli attacchi del gruppo dello Stato Islamico, nemico dei Talebani. Entrambi li considerano eretici. Innumerevoli attacchi hanno devastato l’area, molti dei quali hanno preso di mira bambini, donne e scuole.
        L’istruzione è un tema scottante in Afghanistan, con i Talebani che impediscono alle ragazze di tornare a frequentare la scuola secondaria, mentre anche lo Stato Islamico si schiera contro l’istruzione di donne e ragazze. 


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