Esteri. Medio Oriente, decimo giorno di guerra: petrolio alle stelle, borse in crollo e droni sul Golfo

È il decimo giorno di conflitto in Medio Oriente e la situazione continua a deteriorarsi su tutti i fronti. Oggi si registra anche la prima giornata dalla nomina di Mojtaba Khamenei — figlio dell’ayatollah ucciso nelle prime ore dell’attacco israeliano su Teheran — come nuova Guida suprema dell’Iran, una svolta che ha ulteriormente alimentato l’incertezza sui mercati e sullo scenario diplomatico.

Il fronte militare

Nella notte tra domenica e lunedì truppe israeliane sono atterrate con elicotteri in Libano orientale, nei pressi del villaggio di Nabi Chit, già preso di mira nelle 24 ore precedenti. Secondo fonti di Hezbollah, un elicottero israeliano sarebbe stato abbattuto durante i combattimenti. A Beirut, un raid dell’esercito israeliano ha colpito una struttura bancaria riconducibile a Hezbollah, provocando il crollo di un edificio di dieci piani. Esplosioni sono state segnalate anche a Doha nella notte, mentre stamane l’aeroporto di Baghdad è stato bersagliato da droni.

In Bahrein un drone iraniano ha colpito la zona di Sitra, a sud della capitale Manama, causando almeno 32 feriti, tra cui bambini in condizioni critiche. La compagnia petrolifera statale del Bahrein ha dichiarato “force majeure” sulle consegne di greggio dopo i danni all’unico impianto di raffinazione del regno.

Il Pentagono ha reso noto al Congresso che la prima settimana della campagna militare americana contro l’Iran è costata circa 6 miliardi di dollari, di cui 4 miliardi impiegati in munizioni e intercettori missilistici. In dieci giorni sarebbero stati colpiti oltre 4mila obiettivi. Il segretario alla Guerra Pete Hegseth ha riconosciuto che vi saranno ulteriori perdite tra i militari americani — sette le vittime accertate finora — dichiarando che tali sacrifici rafforzano la determinazione di Washington a portare a termine le operazioni.

L’impatto economico

I mercati reagiscono con violenza. Il petrolio Brent è salito oggi del 23%, toccando quota 114 dollari al barile, mentre il greggio WTI ha superato i 100 dollari guadagnando oltre il 26%. Il gas naturale sulla piazza Ttf di Amsterdam ha raggiunto 64 euro, livello che non si registrava dal 2022, con i contratti future di aprile in rialzo del 20% in apertura di seduta.

Le borse asiatiche hanno aperto la settimana in profondo rosso: Tokyo ha ceduto il 5,2%, Seul il 5,96%, Taiwan il 4,43%, Sidney il 2,85%. In calo anche Hong Kong, Mumbai e Singapore. Negative anche le piazze europee, Milano inclusa.

Secondo elaborazioni di Bloomberg, la Banca centrale europea sarebbe pronta a intervenire con un doppio rialzo dei tassi entro fine anno per arginare le pressioni inflazionistiche derivanti dall’aumento dell’energia, con un primo rialzo da 25 punti base atteso entro giugno.

La dimensione diplomatica

Gli Stati Uniti hanno ordinato al personale non essenziale dell’ambasciata a Riad di lasciare l’Arabia Saudita per ragioni di sicurezza. Donald Trump ha minimizzato il rialzo dei prezzi energetici, definendolo un costo accettabile in cambio della neutralizzazione della minaccia nucleare iraniana, e ha indicato che la decisione su quando porre fine al conflitto sarà concordata con il premier israeliano Benjamin Netanyahu.

Ursula Von der Leyen, intervenendo alla conferenza degli ambasciatori dell’Unione europea, ha dichiarato che il vecchio ordine mondiale non esiste più e che l’Europa deve ridefinire la propria strategia su sicurezza, commercio e diplomazia.

Sul fronte ucraino, il New York Times ha riferito che Kiev ha inviato droni intercettori e specialisti militari a supporto delle basi statunitensi in Giordania, esposte agli attacchi degli Shahed iraniani.

Il Qatar, nel frattempo, ha arrestato 313 persone di varie nazionalità con l’accusa di aver diffuso notizie false sui social media in merito agli attacchi iraniani, applicando la normativa sul crimine informatico che prevede pene fino a tre anni di reclusione.