Eugenio Calearo,  il futuro inizi oggi

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  • L’obiettivo è anche quello di “portare al tavolo della discussione pubblica temi che troppo spesso ne sono esclusi, quei temi che sono cruciali non solo per la nostra generazione ma anche per lo sviluppo del Paese”. Eugenio Calearo Ciman, classe 1982, vicentino, imprenditore di terza generazione nell’azienda di famiglia Calearo Antenne, 800 dipendenti, sfiderà il prossimo 26 giugno il siciliano Riccardo Di Stefano al voto per l’elezione del nuovo leader degli industriali under 40.

    Figlio d’arte, ha respirato in famiglia l’esperienza associativa sul territorio e nella trincea di Federmeccanica (il padre Massimo è stato presidente dal 2004 al 2008). “Mi sono iscritto ai Giovani Imprenditori il giorno del mio diciottesimo compleanno. Quello che ho visto fin da bambino mi sembrava la cosa più bella del mondo”. E’ stato leader dei giovani di Vicenza, dal 2017 è presidente degli industriali under 40 del Veneto. “Ho riflettuto su quale può essere la visione dei Giovani imprenditori dei prossimi anni. Mi sono chiesto: ‘Cosa possiamo dare in più con la mia squadra? Che visione abbiamo del movimento? Puntare a questo ruolo senza avere chiaro qualcosa di innovativo e di importante da proporre sarebbe tempo perso per tutti”. E sottolinea: “Abbiamo la responsabilità di piantare oggi i semi che daranno i loro frutti domani. Il ruolo dei Giovani Imprenditori deve essere quello di fare proposte che permettano al sistema Paese di gettare le basi per progetti a lungo termine, porre le basi per la crescita sostenibile del sistema industriale”. Gli industriali under 40, dice Calearo, “devono rivestire un ruolo di primo piano, cantando fuori dal coro e portando avanti posizioni coraggiose, che scuotano lo status quo, quando serve”; “È importante che concetti ben noti a noi imprenditori vengano diffusi con vigore, anche per contrastare la dialettica antindustriale propugnata da una parte del Governo negli ultimi mesi”.

     Il nuovo leader dei giovani verrà eletto in un momento delicatissimo per il mondo produttivo travolto dall’emergenza Covid, ed in una fase di confronto non privo di tensioni tra industriali, governo e politica. “Il presidente Carlo Bonomi ha fatto bene ad alzare la voce con gli interlocutori istituzionali anche perché ultimamente sembra sempre più evidente che questo sia l’unico modo per farsi ascoltare. Chi si aspetta che la Confindustria sia sempre filogovernativa forse non ha chiare le difficoltà che il mondo industriale deve affrontare in questo momento, e probabilmente neanche il ruolo che l’industria ha nel sistema Paese. La cosa che fa più male ai mercati è l’incertezza, e l’incertezza è ciò che ha caratterizzato la gestione di questa crisi da parte del Governo. I giovani devono unirsi alla voce di Confindustria. Dobbiamo giocare in forte sinergie con la presidenza ‘senior”.

    Nei Giovani Imprenditori si va al voto dopo aver esplorato la possibilità di arrivare a questa scadenza con una candidatura unica. E’ un arricchimento del dibattito o il segno di divisioni da superare? “Non bisogna guardare alla democrazia con paura. E’ un’opportunità di crescita a tutto il movimento, per noi che crediamo nella forza delle idee e nella libera scelta, così come sul mercato il cliente sceglie il miglior prodotto ognuno nell’associazione deve poter scegliere quella che considera la miglior proposta per il futuro. Guardando alle linee programmatiche le due candidature sono radicalmente diverse. In questa fase il movimento sceglie, assieme alla persona che lo rappresenterà nei prossimi 3 anni, anche il ruolo che vuole avere nella società”. (ANSA).
       


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