Europa, identità e libertà: arriva a Roma la convention dei conservatori

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  • Conservatore non è sinonimo di retrogrado o reazionario e non è neppure un’ideologia. È un “modo di essere”. Un “guardare al futuro conservando principi e valori permanenti“. Da domani fino a domenica i conservatori italiani ed europei si sono dati appuntamento nel centro di Roma per parlare di Europa, identità e libertà, a pochi giorni dal voto che ha sancito la vittoria del centrodestra. La tre giorni organizzata da Nazione Futura, Fondazione Tatarella e The European Conservative, si intitola proprio così: Italian Conservatism. Europe, Identity, Freedom. Ed è su questi temi che si confronteranno politici, giornalisti e intellettuali dell’universo conservatore.

    Tanti i nomi illustri. Venerdì sarà la volta degli ospiti stranieri. Tra loro spiccano il consigliere politico del premier ungherese Balázs Orbán, l’eurodeputato spagnolo di Vox, Jorge Buxadé, l’ex ghostwriter e consigliere di Margaret Thatcher, John O’Sullivan, il presidente del partito portoghese Chega!, André Ventura, e l’ex leader dei Democratici svedesi, di recente vincitori delle elezioni, Mattias Karlsson. A partecipare all’evento ci saranno anche diversi esponenti di Lega e Fratelli d’Italia, come il co-presidente del gruppo europeo dei Conservatori e Riformisti, Raffaele Fitto, l’imprenditore Guido Crosetto, tra i fondatori di FdI, Giulio Terzi di Sant’Agata, già ministro degli Esteri, eletto nelle file del partito di Giorgia Meloni, il vicesegretario della Lega Lorenzo Fontana e il critico d’arte Vittorio Sgarbi.

    Tanti anche i giornalisti e gli opinionisti che animeranno i dibattiti o modereranno i panel: Daniele Capezzone, il direttore di Rainews24 Paolo Petrecca, il direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano, Giampaolo Rossi, Mario Giordano, il vicedirettore de Il Giornale, Francesco Maria Del Vigo, e il caporedattore del Giornale.it, Andrea Indini, il giornalista di Libero Francesco Specchia, il collega de La Verità, Francesco Borgonovo e Maria Giovanna Maglie.

    Sarà un importante momento di confronto tra alcune delle principali voci del mondo conservatore europeo e italiano“, spiega Francesco Giubilei, presidente di Nazione Futura e Fondazione Tatarella. “Riteniamo sia imprescindibile una collaborazione internazionale per portare avanti idee e valori condivisi come l’identità cristiana, la tradizione classica, la difesa della famiglia, un’Europa delle nazioni, la conservazione della natura, l’amore per la libertà, il contrasto a ogni forma di cancel culture“. Non è un caso che l’evento sia stato organizzato nella Capitale a una settimana dal voto: “Vogliamo sottolineare la centralità dell’Italia in Europa e nell’Occidente non solo da un punto di vista politico ma anche storico e culturale con un’attenzione particolare alla politica estera e al ruolo da protagonista del nostro Paese nell’area del Mediterraneo allargato“.

    L’Italia deve ritrovare questo suo ruolo – sottolinea Giubilei – restando all’interno del perimetro europeo e occidentale, partendo però da una prospettiva di difesa dell’interesse nazionale, che la porti ad essere in grado anche di dialogare con altri mondi e con altre realtà“. “La vittoria del centrodestra – spiega ancora il presidente di Nazione Futura – offre una grande opportunità per realizzare le politiche di stampo conservatore che gli italiani hanno chiesto, ad esempio sul sostegno alla famiglia e alla natalità“.

    Ma chi sono i conservatori oggi in Italia e nel mondo? “Quelli che amano la propria identità e guardano al legame tra le generazioni passate e quelle future“. “Il conservatorismo latino si differenzia da quello anglosassone e americano – va avanti – perché nasce dalla tradizione cattolica che influisce sui temi economici e sull’etica, e prima ancora da quella romana del mos maiorum, della difesa del limes, della gerarchia e della autorità. Tutti elementi che sono stati messi in discussione a partire dalla Rivoluzione francese fino al ’68, facendo passare il messaggio dell’uno vale uno, che è antimeritocratico a tutti gli effetti“.

    L’obiettivo di eventi come questo è di “unire la destra non solo in Italia ma in tutta Europa”, spiega anche il direttore americano della rivista The European Conservative, Alvino-Mario Fantini. Ma anche di “occupare spazi” in un settore, la cultura, che secondo gli organizzatori dell’evento resta appannaggio della sinistra. “Dopo i numerosi attestati e riconoscimenti ottenuti a livello regionale e nazionale dal Governo per il patrimonio bibliotecario e archivistico, un unicum per la storia della destra italiana – sottolinea Fabrizio Tatarella, vicepresidente della fondazione omonima – vogliamo essere la fondazione di riferimento del conservatorismo europeo“.


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