Se ben ricordo, durante gli scorsi San Marino Sport Awards, il giovane prodigio della Formula 1 Kimi Antonelli ebbe parole di sentito ringraziamento per la vostra Repubblica. Il motivo? Semplice: grazie alla residenza ottenuta sul Titano, ha potuto ottenere una patente “libera”, come quella che ha il 41enne Lewis Hamilton, senza quei fastidiosi lucchetti alla potenza che in Italia avrebbero costretto un diciannovenne come lui a non poter guidare neppure una Fiat Panda 100hp. Ebbene, a giudicare da quanto accaduto nella notte tra sabato e domenica a Serravalle, quel ringraziamento oggi suona come un amaro presagio, tracciato e stampato dalla gomma sull’asfalto.
Mentre le cronache internazionali celebrano – giustamente! – l’astro nascente della Mercedes, la realtà dei fatti ci riconsegna un’immagine meno gloriosa: quella di una carambola lunga 144 metri. Avete letto bene. Non una frenata, ma una danza impazzita, con il campioncino della F1 trasformato in una palla da biliardo nel tiro del campione: otto sponde e nera in buca! Un tiro “impossibile” della supercar da 612 cavalli, rimbalzata tra guardrail e muretti all’altezza dell’ex Electronics, chiuso – se ben ricordo le cronache del fine settimana – come si addice ai campioni della stecca: centrando il “birillo” da sei punti.
Il pilota, un professionista che tra pochi giorni applaudiremo sul circuito del Bahrain, ne è uscito illeso. Ma il punto qui non è la sua – indiscutibile – abilità nel gestire la velocità in un circuito, tantomeno la sua dimestichezza col biliardo; il punto è la legislazione sammarinese. Il Titano è uno Stato che permette a un ragazzo di diciannove anni – chiunque esso sia, con l’esperienza di guida maturata su una Citroën AMI o su una Mercedes da Gran Premio – di mettersi al volante su strada di un missile terra-aria il giorno stesso del conseguimento della patente B. Mentre a pochi metri dal vostro confine, in Italia (ben più saggia), i suoi coetanei sono obbligati per legge a non mettersi al volante di una vettura con un rapporto peso/potenza superiore ai 75 kW per tonnellata e comunque entro i 105 kW (circa 143 cavalli) per i primi tre anni di patente. Sul Titano, invece, il limite è solo la capienza del portafoglio familiare o la generosità dei nonni…
E qui si entra nel regno del puro non-sense. Siete uno Stato magnifico che impone ai neopatentati il limite di 100 km/h in autostrada per i primi tre anni. È una norma che rasenta il genio filosofico, considerando che San Marino le autostrade non le ha mai avute… È come se, per proteggere i vostri giovani dagli squali, vietaste il surf in territorio. Un limite “virtuale”, dunque, che serve solo a regalare qualche brivido burocratico quando si varca il confine, dove però sappiamo tutti quanto sia arduo far rispettare i tutor a chi sfoggia una targa estera e gode, di fatto, di una sorta di immunità stradale. O almeno così era quando anche il sottoscritto poteva condurre sulle autostrade europee un tremila coupé con targa biancazzurra…
Ma la fisica, a differenza dei vostri burocrati, non legge il passaporto e non si ferma davanti ai titoli di “Ambasciatore dello sport”. Se un talento mondiale della F1, abituato a gestire pressioni e accelerazioni sovrumane, perde il controllo lungo la superstrada, cosa pensate possa fare un neopatentato salito su una Ferrari Roma dopo quattro anni di microcar o di scooterino? Uno che, magari, ha passato l’esame di guida su una pacifica utilitaria e il sabato sera si ritrova tra le mani un mostro meccanico che ruggisce come un leone, quando neppure un leone – lo sappiamo bene – è capace di intimorire un diciottenne lanciato verso la sua appena conquistata indipendenza?
La strada non è la pista di Monza: non ci sono vie di fuga in asfalto, non ci sono barriere assorbenti, ma solo pali, guardrail, alberi e i muretti di Serravalle che non chiedono autografi. A guidare in strada – come in pista, del resto – si impara facendo esperienza sul campo, un chilometro alla volta, non saltando direttamente su un otto cilindri che si “impenna” ad ogni partenza nel tragitto casa-discoteca-casa.
Siete ancora convinti che non serva un limite di potenza per chi ha appena iniziato a guidare? O pensate che la sicurezza dei vostri giovani sia un optional meno importante di un vicino di casa palestinese o di una patente illimitata? Perché, vedete, anche un solo individuo che perde il controllo della sua auto… Vabbè, non è sede di cassandre, questa.
A te, Kimi, invece, che dire? Hai vissuto il brivido della “palla da biliardo” senza riportare conseguenze e senza – al contrario di qualche tuo coetaneo che si schianta con una Golf usata – compromettere il potere d’acquisto della “paghetta” settimanale. Bene così. Fanne tesoro d’ora in poi in strada… E metti tutti in riga in pista! Per te, per il futuro “spendente” che ti stai costruendo e per l’intera Repubblica – e non solo! – che tifa per te!
Enrico Lazzari












