Fabrice Pascal Quagliotti, tra lo spazio e Bowie

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  • S’intitola ‘Parallel Worlds’ il primo album da solista di Fabrice Pascal Quagliotti dei Rockets. Il musicista francese che con la sua band, capostipite dello space-rock, ha venduto milioni di album, debutta in versione solista sperimentando anche in ambiti lontani da quelli avvicinati fino ad oggi, tra esplorazioni elettroniche, mondi spaziali e i riferimenti a figure come David Bowie e Gagarin. Erano già 4-5 anni – ha raccontato – che avevo voglia di fare un album da solo. Questo progetto è nato un po’ per caso quando Roy Tarrant, mio discografico, ha ascoltato alcuni provini di strumentali che avevo registrato e mi ha spinto a procedere in questa direzione. Il lockdown, che ho trascorso a Como immerso nel verde, mi ha dato molto tempo per dedicarmi alla mia musica e mi ha dato la possibilità di avere la mente libera per poter fare una ricerca sui suoni per andare poi a comporre l’album esattamente come lo immaginavo”.

    All’interno della scaletta dell’album ci sono anche le collaborazioni di alcuni colleghi. Per ‘Friends’ e ‘Strange Loop’, lo zampino è quello dell’amico e collega Frederick Rousseau, compositore e musicista che ha lavorato con Vangelis, Jean-Michel Jarre e ha collaborato a celebri colonne sonore, tra le quali quella di ‘Blade Runner’. Sulle note di ‘Walk Away’, invece, la collaborazione è quella del dj milanese Axel Cooper. “Per sperimentare bisogna essere liberi di fare tutto ciò che si vuole – ha detto Quagliotti – senza limiti e vincoli discografici. Sono sempre stato un ricercatore del suono, ho sempre ‘smanettato’ con i synth. In questo album sono presenti synth analogici, synth virtuali, strumenti entici e cori gregoriani. Ho anche coinvolto il musicista e compositore francese Frederick Rousseau, mio amico di infanzia. Insieme a lui ho realizzato i brani ‘Friends’ e ‘Strange Loop’ che nel vinile sono presenti anche in una speciale versione Binaural per un ascolto particolare”.

    Da ‘Alchemy’ fino a ‘Walk Away’, passando per ‘So Long Major Tom’, ‘Princess’, ‘Friend’, ‘Renaissance’ e le altre tracce in scaletta, l’album è anche un viaggio attraverso mondi sconosciuti e musicisti celebri. “Ho cercato di creare un viaggio ricco di atmosfera – ha detto il musicista – attraverso un universo di suoni che toccano un immaginario molto ampio. Sono sempre stato appassionato e affascinato dallo spazio e dalla vita nello spazio. Nel disco c’è un brano intitolato ‘Hubble Space Telescope’ dedicato all’osservatorio volante lanciato nel 1990 dalla Nasa e dall’Esa e c’è un brano dedicato al grande astronauta ed eroe nazionale russo, Yuri Gagarin. All’interno dell’album vi è anche “So Long Major Tom” ispirato a David Bowie. Penso che David Bowie sia un grandissimo artista, non solo in campo musicale ma a 360 gradi, un grande ricercatore anche nell’estetica”.


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