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  • Faenza. Furti nell’azienda dove lavorano. Padre e figlio in manette

    Padre e figlio rubavano all’interno dell’azienda per la quale lavoravano. A casa loro mercoledì i carabinieri hanno trovato attrezzatura per circa 15mila euro. A finire in manette con questa accusa sono due operai dipendenti di un’azienda di Castel Bolognese che si occupa della produzione di attrezzature medicali: si tratta di un 61enne – D.N. le sue iniziali – e di suo figlio – il 28enne V.N. –, entrambi originari della Romania e residenti nella cittadina lungo la via Emilia.

    In passato nell’azienda si erano verificati furti di attrezzatura e materiali. Per questo uno dei dipendenti, con il compito di supervisore, ispezionava le entrate secondarie nel corso della pausa pranzo, quando molti si allontanavano. Vicino a una di queste l’uomo ha notato un furgone con gli sportelli aperti e due dipendenti, padre e figlio. A quel punto ha chiesto loroc osa stessero facendo: ha notato che nel furgone, sotto alcuni fogli di cartone, c’erano alcuni semi-lavorati dell’azienda. Riposto il materiale, i due hanno spostato il furgone nel parcheggio interno.

    Il supervisore ha chiamato il titolare e il responsabile della sicurezza. Una volta arrivati, è stato chiesto ai due dipendenti di mostrare il contenuto del furgone. Padre e figlio si rifiutati e così il titolare ha avvisato i carabinieri. Dentro al furgone i militari dell’Arma hanno trovato attrezzatura da lavoro e altri semi-lavorati per un valore di circa 300 euro. I due hanno tentato di difendersi raccontando che in passato un capo-reparto li aveva in qualche modo autorizzati a raccogliere materiale di risulta.

    Portati in caserma, sono quindi iniziate le perquisizioni nelle rispettive abitazioni. In un garage in uso al 61enne i carabinieri hanno tcosì rovato una vera e propria officina con materiale poi riconosciuto dal titolare dell’azienda: scale, carrelli con utensili, aspiratori, alluminio, centraline elettroniche, ventilatori industriali, una centrifuga elettrica, trapani, tassellatori, flessibili e addirittura un traspallet. Anche a casa del più giovane i carabinieri hanno trovato materiale trafugato dall’azienda. Entrambi sono stati arrestati per furto e ieri mattina si sono presentati davanti al giudice per il processo con rito direttissimo. L’arresto è stato convalidato per entrambi, che si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. I legali dei due hanno chiesto i ‘termini a difesa’ e così il giudice, nel rinviare il processo al 24 febbraio ha anche deciso che padre e figlio venissero rilasciati fino alla data dell’udienza. Per entrambi c’è però l’obbligo di firma nella caserma dei carabinieri di Castel Bolognese. Il Resto del Carlino