“Sono molto riconoscente e grato a tutti coloro i quali in questi giorni mi hanno dimostrato vicinanza. Grazie per tutte le manifestazioni di affetto dimostrate”. Queste sono le parole del luogotenente Luciano Masini, espresse attraverso il suo legale Tommaso Borghesi. Masini, comandante della stazione dei Carabinieri di Villa Verucchio, è attualmente al centro di un’inchiesta per eccesso colposo di legittima difesa.
Il caso ha suscitato una mobilitazione straordinaria da parte della comunità locale e oltre. Dopo i tragici eventi della notte di Capodanno, in cui Masini è stato costretto a utilizzare la propria arma di ordinanza contro un 23enne che si trovava al culmine di una serie di aggressioni, Villa Verucchio ha dimostrato solidarietà immediata e compatta. L’episodio si è concluso con la morte del giovane e ha portato all’apertura di un’indagine definita “atto dovuto” dalla Procura di Rimini.
Luciano Masini è descritto dai suoi concittadini come un uomo dedito al servizio e alla protezione della comunità. Il suo intervento, secondo quanto riportato, è stato motivato dal tentativo di difendere i cittadini di Villa Verucchio, in una situazione di pericolo imminente.
La vicenda ha messo in luce l’unità e la capacità di supporto reciproco dei suoi abitanti. In poche ore, attraverso il web e iniziative locali, è partita una raccolta fondi per sostenere le spese legali di Masini, percepito come un baluardo della sicurezza, fino ad arrivare ai 35.000 euro.
La mobilitazione non si è fermata alla sola raccolta fondi. Numerosi cittadini hanno espresso il loro sostegno attraverso lettere, manifestazioni pubbliche e una partecipazione attiva alle iniziative promosse a favore del luogotenente. In molti hanno ribadito che “Masini ha agito per difendere la comunità”, richiedendo comprensione e rispetto per un uomo che ha messo a rischio la propria vita. L’indagine in corso rappresenta un banco di prova per il concetto stesso di legittima difesa e per il delicato equilibrio tra l’azione delle forze dell’ordine e le conseguenze dei loro interventi.
La Procura di Rimini ha ribadito che l’inchiesta è un passaggio necessario per chiarire tutti gli aspetti dell’accaduto.