Finanza: Delta a un passo dalla salvezza

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  • Solo pochi giorni fa il salvataggio di Delta, il gruppo attivo nel credito al consumo controllato dalla Cassa di Risparmio di San Marino, sembrava un’impresa disperata. Stando alle poche indiscrezioni filtrate sulla stampa, sembrava infatti che le posizioni di Intesa Sanpaolo, dall’estate scorsa in campo per rilevare alcuni asset del gruppo, delle banche creditrici della societa’ bolognese, esposte per circa 3 miliardi, e della Cassa di San Marino fossero ormai inconciliabili. Tanto che, secondo alcune fonti, i commissari straordinari di Delta (Bruno Inzitari, Antonio Taverna e Enzo Ortolan) di fronte al dilatarsi dei tempi per il salvataggio e alla luce della forzata inattivita’ del gruppo, sarebbero stati pronti a chiedere alla Banca d’Italia di procedere alla liquidazione coatta amministrativa.

    Invece, spiega un articolo di Milano Finanza, nonostante le difficolta’ incontrate in questi mesi, un accordo per il salvataggio in bonis di Delta sembra ormai vicino. Secondo quanto risulta a Milano Finanza, grazie anche agli sforzi profusi dai consulenti della Cassa di Risparmio di San Marino (Kpmg Advisory e i professionisti Giuseppe Lusignani e Marco Lamandini) e alla disponibilita’ manifestata dalle banche creditrici, la quadratura del cerchio sarebbe stata trovata. La svolta sarebbe arrivata nei giorni scorsi, nell’ambito della serie di incontri tra i consulenti e gli istituti di credito esposti, durante i quali sarebbe stato raggiunto un accordo di massima in merito alle modalita’ di suddivisione tra le banche della maxi-cartolarizzazione dei crediti di Delta.

    Senza tale accordo non sarebbe possibile procedere nemmeno alla cessione degli asset a Intesa Sanpaolo, considerato che Ca’ de Sass ha posto come condizioni per dare l’ok all’acquisto della rete di Delta (oltre a 16Banca e a Bentos Assicurazioni) l’approvazione del piano finanziario da parte delle banche creditrici e la congruita’ patrimoniale di cio’ che rimarra’ del gruppo bolognese dopo l’uscita dal perimetro di questi asset. Condizioni evidentemente poste per tutelarsi di fronte alla possibilita’ che Delta, spogliata delle attivita’ dedicate alla nuova produzione e destinata di fatto a esaurire la propria missione una volta recuperati i crediti in essere e rimborsate le banche, potesse successivamente incappare nel fallimento, mettendo Intesa Sanpaolo di fronte al rischio di azioni revocatorie e di un’eventuale bancarotta. Questa eventualita’ sarebbe stata tuttavia scongiurata e la chiusura dell’operazione di salvataggio sarebbe ormai imminente. In settimana le banche dovrebbero incontrarsi per consolidare la posizione e dare l’ok al piano di ristrutturazione. Se, come ormai appare molto probabile, gli istituti di credito accenderanno il semaforo verde al piano, a breve sara’ convocato un incontro con la Cassa di San Marino e i suoi advisor per definire gli accordi in essere.

    Secondo quanto risulta a Milano Finanza, il piano si suddivide in due parti. Da un lato, e’ previsto l’intervento di Intesa Sanpaolo, invitata dalla Banca d’Italia a rilevare parte degli asset di Delta. Dall’altro lato, e’ delineato il piano di ristrutturazione finanziaria di cio’ che rimarra’ della societa’ bolognese dopo la cessione delle attivita’ necessarie a fare nuova produzione di credito. Un piano, come visto, indispensabile per far si’ che la societa’ possa stare in piedi sulle proprie gambe, recuperando il credito concesso e rimborsando nel tempo i creditori che si saranno fatti carico delle varie tranche della maxi-cartolarizzazione. I titoli della cartolarizzazione saranno ripartiti tra le banche creditrici in varie tranche, a seconda del grado di recuperabilita’ dei crediti sottostanti. Nel dettaglio, dovrebbero essere emesse tre tranche supersenior destinate agli istituti che vantano i crediti maggiormente garantiti, una tranche senior destinata indistintamente a tutte le banche e infine una tranche junior. red/vz

    fonte MILANO FINANZA