Finti divorzi per scroccare il reddito. Assalto al sussidio di cittadinanza: boom di cambi di residenza e di stato familiare

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Figli che da un giorno all’altro hanno bisogno della loro indipendenza. Mogli che non vogliono stare più sotto lo stesso tetto del marito.

Mariti che si staccano da moglie e figli. Scissioni di nuclei familiari. Parenti sparpagliati. Le anagrafi italiane stanno registrando migliaia di disintegrazioni di famiglie da un mese a questa parte. Dati che farebbero la gioia di una ricerca sull’infelicità dei rapporti parentali, ma che preoccupano i sindaci, per una coincidenza sospetta. Perché questa improvvisa voglia di separarsi, figli da padri, padri da figli, coniugi tra loro, corrisponde all’approvazione e alla pubblicazione del reddito di cittadinanza In Gazzetta ufficiale (rispettivamente 17 e 28 gennaio).

Gli aumenti di cambi di residenza e variazioni dello stato di famiglia erano segnalati dalle anagrafi agli uffici comunali fin da novembre, ma a gennaio, e ancor di più nei primi giorni di febbraio, stanno diventando clamorosi: raddoppio di cambi di residenza a Palermo, raddoppio a Crotone, +20% a Bari, +20-30% a Napoli. A Milazzo (Messina) dieci cambi di residenza in tre giorni hanno indotto il sindaco a emanare una circolare urgente.

Le domande per ottenere il reddito di cittadinanza si potranno inviare soltanto a partire dal 6 marzo tramite sito dedicato, Caf e Poste Italiane. Il tetto massimo di 780 euro può essere richiesto da un disoccupato single che paga l’affitto e che componga dunque, da solo, un nucleo familiare. Un capofamiglia con due figli a carico, e la cui famiglia risponda ai requisiti massimi di reddito e di valore immobiliare di proprietà secondo i parametri Isee, può arrivare a portare a casa, con il sussidio all’affitto, fino a 1.180 euro. I Comuni stanno verificando se è in corso il tentativo di aumentare il numero dei familiari «single», per innalzare le possibilità di avere più assegni.

Nei primi sette giorni di febbraio gli impiegati dell’anagrafe di Palermo non sono certo stati con le mani in mano. Duecentodiciannove cittadini si sono presentati con la stessa richiesta: «Voglio cambiare residenza». I migranti all’interno della loro stessa città sono stati oltre mille a gennaio. Praticamente il doppio della media abituale. L’assessore al Personale, Gaspare Nicotri, conferma al Giornale le cifre. «Sarà applicato alla lettera il regolamento in materia di controlli». Il Comune fa sapere che lo strumento sono i vigili urbani: possono presentarsi in qualsiasi momento nell’abitazione del cittadino che ha cambiato residenza per verificare che vi abiti stabilmente. Ma è anche vero che i vigili addetti a questo tipo di controlli sono una ventina, impegnati anche su altri fronti. Palermo non è un caso isolato.

Crotone, secondo le stime, dovrebbe raggiungere il numero massimo di richieste di reddito di cittadinanza: potrebbero presentare domanda il 27,4% delle famiglie, più di una su quattro. E anche qui il Comune ha registrato un raddoppio dei cambi di residenza: «Dal 10 gennaio al 10 febbraio 2018 – puntualizzano dagli uffici – erano stati 180. Nello stesso periodo di quest’anno 330». Se si va avanti di questo passo, si rischia che metà dei cittadini chiederanno l’assegno.

Si prosegue con Napoli. Le proiezioni indicano che è la seconda città per numero di possibili richiedenti: 229mila, il 20,5% dei nuclei familiari. Nuclei che iniziano a sfaldarsi in questo 2019 di separazioni: i cambi di residenza sono aumentati mediamente del 30%. Nella municipalità di Scampia, durante i primi giorni di febbraio, è stato cancellato uno stato di famiglia ogni due giorni. A Chiaia-San Ferdinando-Posilippo, secondo quanto rileva Il Mattino, l’aumento di cambi di residenza a gennaio è stato contenuto, ma cento richieste sono state rigettate. Si inizia quindi a lavorare in anticipo.

Come a Milazzo. Il sindaco, Giovanni Formica, è stato informato dai suoi dipendenti di dieci variazioni di residenza in tre giorni. Troppi per una cittadina di 30mila abitanti. Ha quindi inviato un atto di indirizzo al responsabile dell’Anagrafe perché verifichi le richieste incrociando i dati. A Catania l’Anagrafe sta per svolgere una verifica sui numeri. La situazione è comunque «monitorata». A Bari i cambi di residenza a gennaio sono passati da da 325 a 396. Allertati i vigili urbani. Il Giornale.it

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