Fischia il vento e urla la bufera…

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     lo dico: nevica. Addio ciabattissime di Arianna, infradito di pelush che hanno reso la mia estate svedese degna di essere vissuta con spensieratezza. Addio cappottino vintage che fa passare degli spifferi mortali. Addio maglioncini scollati da mezza stagione che fu. Eccomi qui con la bronchite, una secchiata di tisana di timo, nessun biscottino a consolarmi perché i miei pantaloni-caso-limite non si allacciano piu´.  Prego maestro, mi esegua una musica molto malinconica per sottolineare l’assoluta ineluttabilitá dell’inverno, tunnel infinito nell’anno svedese. Tra l’altro qua hanno iniziato giá a proporre il Natale con discrezione ma poi manco tanta. Una delle cose piu´orrende (che fa presa sul mondo pensionato e prescolastico) sono dei mostruosi pupazzetti di lana a forma di lieto gnomo o di lieto topo. Non ti dico che paura. E i supermercati strabordano di dolcini natalizi, che io mi rifiuto categoricamente di comprare, nonostante ce ne siano un paio che mi fanno letteralmente impazzire (in primis delle squisite losanghe di marzapane ripiene di crema di nocciola, detti marcipansnitter)…

    Voi siete ancora in atmosfera “fun in Acapulco”? camicetta auaiana e bermuda? che nervi, vah.

    Ti bacio con le dovute precauzioni data la mia malferma salute

    Un racconto come un altro , esperienza di vita..

    vostra “colendissima” spam