Franca Leosini, torno con due casi poco popolari

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  • “Per preparare una puntata di Storie Maledette ci vogliono mesi, io studio tutti gli atti processuali e scrivo anche 200 domande, ma soprattutto, ci vogliono i permessi, parlo con gli avvocati, c’è un lungo lavoro di burocrazia e di richieste”. Franca Leosini riprende il filo del racconto alle 21.20 su Rai3, con il programma che scrive e conduce da 26 anni senza però essere indenne da una certa emozione quando si avvicina la messa in onda (il 7 e il 14 giugno): “Sono due casi – spiega rispondendo al telefono all’ANSA – non conosciutissimi ma molto interessanti, e spero che il pubblico li apprezzi”.La Leosini da sempre si muove andando a fondo nei retroscena delle vicende più efferate, con la precisione scientifica con cui studia i casi per mesi e insieme con la sua prosa ricercata che l’hanno resa un idolo anche sul web con fan speciali, i cosiddetti leosiners. Tra questi tanti giovanissimi “la soddisfazione – dice più grande”. Apre la serie dedicata ai mandanti di un delitto una storia ambientata a Gavoi, nel cuore della Barbagia in Sardegna. Nella prima puntata si parlerà dell’omicidio di Dina Dore, uccisa nel 2008 su commissione dal marito Francesco Rocca: “Una storia talmente interessante che mi fa porre delle domande: certe casi di cronaca diventano di dominio pubblico, altri passano in sordina. Come questo accaduta in Barbagia, in Sardegna, nei quartieri alti, con protagonista un dentista rinomato e ricco, condannato all’ergastolo dopo un’indagine durata più di quattro anni. La seconda puntata è invece dedicata a Sonia Bracciale, condannata a 21 anni come mandante di un pestaggio che ha portato alla morte del marito”. Come sceglie le storie? “In base all’interesse che suscita in me, all’ambiente nel quale si consumano, per la loro struttura, per come si snoda”.

     Francesco Rocca, rinomato dentista, 38 anni all’epoca dei fatti. Ha una moglie dolcissima, Dina Dore e ha 37 anni. La sera della tragedia, Dina rientra a casa con la sua auto, ha con sé la sua bimba di soli otto mesi. E’ nel garage di casa che il 26 marzo del 2008 si consuma un dramma che sembra riaprire la buia pagina dei sequestri. Dina viene ritrovata incaprettata all’interno del portabagagli, soffocata dallo scotch che le ha chiuso per sempre il respiro. “Le indagini, per quattro anni, seguono prevalentemente la pista del sequestro di persona finito in tragedia; ma portano anche a scoprire l’affaire sentimentale del rinomato dentista con la sua bella assistente di studio di soli 22 anni: Anna Guiso”. Sarà un clamoroso colpo di scena a determinare la svolta. Francesco Rocca ripercorre la sua vicenda in un’intervista esclusiva rilasciata a Franca Leosini per “Storie Maledette”. “Svolgo – aggiunge – un percorso che va in profondita’ nella storia dei protagonisti della vicenda e nell’ambiente in cui si e’ svolta, che è fondamentale. La storia dell’Italia la possiamo conoscere attraverso la cronaca. Ho disegnato un pannello che affonda le radici non solo nella realta’ umana dei personaggi, ma anche nell’humus circostante”. “Una cosa fondamentale per me è che il pubblico non intuisca che cosa penso”. Caratteristica distintiva di Storie Maledette è il vocabolario, sul quale la conduttrice afferma “il fatto che il mio programma venga seguito anche per il lessico ha un’importanza particolare per me che ritengo la parola un aspetto fondamentale del mio lavoro”. Instancabile indagatrice di anime, scrupolosa narratrice di persone che cadono nel buio della coscienza: “Spero che il racconto possa avere riscontro, interessare al pubblico”, sottolinea la giornalista, che si concede pochissime apparizioni televisive: dovrei fare l’ospite di professione, ho tanti colleghi carini che mi invitano, o dico si a tutti, o no grazie. Ho fatto un’eccezione per Bianca Berlinguer. Poi ecco ero andata a Sanremo da Baglioni. Mi sono concessa un vezzo, è stato cosi’ garbato”. Franca Leosini ha raccontato di avere in mente altri progetti, da proporre sempre su Rai3. “E’ vero ma si tratta di un’idea adesso non posso dire nulla poi c’è tempo”. La Leosini è fedelissima alla terza rete: “i veri amori sono per sempre, quelli autentici”. Con suo marito da quanto è sposata? “30 anni, ho lasciato un altro per lui, ma la vita bisogna aver il coraggio di viverla a fondo”.
       


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