Fred Bongusto morto a 84 anni, lunedì i funerali a Roma. Con «Una rotonda sul mare» fece sognare gli italiani

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È morto la notte scorsa, nella sua abitazione a Roma, Fred Buongusto. Il cantante, che aveva 84 anni, era malato da tempo. Lo rende noto il suo ufficio stampa.

In una nota l’ufficio stampa del cantante scrive che «la notte scorsa, alle 3,30 circa, ha cessato di battere il cuore di Fred Bongusto». Il celebre artista, nato a Campobasso, e il cui nome all’anagrafe era Alfredo Antonio Carlo Buongusto, aveva compiuto 84 anni il 6 aprile scorso. Da qualche tempo aveva problemi di salute.

I funerali saranno celebrati a Roma, lunedì 11 novembre, alle 15, nella Basilica di Santa Maria in Montesanto, la Chiesa degli artisti in piazza del Popolo. Bongusto fu molto popolare negli anni Sessanta e Settanta come il classico cantante confidenziale che spopolava in quegli anni. Uno dei suoi successi internazionali fu la canzone ‘Una rotonda sul mare’.

IL RICORDO DI PIPPO BAUDO «Bongusto è stato un grande, un cantante molto bravo e delicato, purtroppo negli ultimi anni è stato molto male, ha sofferto tanto». Pippo Baudo ricorda così all’AdnKronos lo scomparso Fred Bongusto e lancia l’idea di un tributo per lui al prossimo Festival di Sanremo: «È stato un grande cantante, sarebbe giusto che a Sanremo venisse ricordato con l’affetto e il rispetto che merita», ha detto Baudo.

IL SINDACO DI CAMPOBASSO «Perdiamo un grande concittadino, un simbolo della musica mondiale. Tutta la città si stringe al dolore dei famigliari». Lo dice all’Adnkronos Roberto Gravina, sindaco di Campobasso, commentando la scomparsa di Fred Bongusto, originario del capoluogo molisano. «La città ha avuto l’onore di avere dato i natali a questo grandissimo artista. È stato un grande orgoglio -aggiunge- per tutti i cittadini di Campobasso».

IL MINISTRO FRANCESCHINI «Fred Bongusto è stato un grande interprete che con la sua voce ha accompagnato la vita di milioni di italiani. Molte delle sue melodie sono entrate nella storia della canzone italiana, segnando un’epoca a cavallo degli anni Sessanta e Settanta del Novecento. Ci mancherà». Così il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini.

Fred Bongusto, il ritratto di Totò Rizzo 

Li chiamavano «cantanti confidenziali», in realtà erano molto di più. Fred Bongusto – morto la scorsa notte nella sua casa di Roma a 84 anni dopo una malattia che nelle ultime stagioni lo aveva costretto al ritiro dalle scene – è stato uno fra questi. Sicuramente, insieme all’altro «indomito» interprete di quel genere musicale, Peppino Di Capri (con il quale ha anche fatto un recital in teatro da cui uscì fuori un live), il più popolare. «Confidenziali» sì, perché era comunque un sussurro quel sentimento amoroso che cantavano, ma andate a risentirli, alcuni sorpassi di tonalità di Fred nella stessa «Una rotonda sul mare», la sua hit più famosa, quella che lo consacrò al successo internazionale e che, diciamolo senza timore di smentita, rimane comunque, per costruzione melodica, il suo capolavoro.

Era un autore con i fiocchi, Bongusto, talentoso musicista di Campobasso, tenace come i veri molisani. S’era fatto le ossa con un suo complesso (allora le band si chiamavano così) in giro per i night club del Centro e Sud Italia. E già qualcuno aveva notato quella voce scura, brunita, suadente che sarebbe stata il suo marchio di fabbrica. C’era l’America che imperava nel repertorio di quelle piccole formazioni che si facevano le ossa tra whisky, fumo denso di sigaretta e approcci danzanti di quei locali, c’erano i crooner alla Nat King Cole e il vecchio jazz di Louis Armstrong (Bongusto avrebbe collaborato in futuro con un asso del calibro di Chet Baker), c’era il nuovo swing del dopoguerra che avevano importato in Italia artisti come Lelio Luttazzi o Bruno Martino, più semplice, più scarno rispetto a quello sontuoso delle big band.

Bongusto era comunque votato – complice anche un portamento e una voce che lo rendevano fascinoso e molto gradito al genere femminile – a quella forma che venne per comodità definita «confidenziale» ma senza disconoscere mai la sua variegata gavetta musicale. «Una rotonda sul mare» lo lanciò verso il successo e non soltanto in Italia. Continuò a conquistare per tutti gli anni Sessanta e Settanta con brani come «Amore fermati» (un mix perfetto di swing e melodia tradizionale), «Frida», «Malaga», «Doce doce», «Se tu non fossi bella come sei», la cover di «Over and over» («Ore d’amore»), «Prima c’eri tu» e quella che insieme a «Una rotonda sul mare» è forse la sua canzone ovunque più eseguita «Tre settimane da raccontare». Da molisano confinante, ma anche perché il padre era originario di Monte di Procida, amava molto Napoli e la sua musica e non è un caso che molti suoi brani siano stati scritti in quella lingua.

Proprio perché musicista poliedrico si divertì anche con il vecchio dixieland per «Spaghetti a Detroit» («spaghetti, pollo, insalatina e una tazzina di caffè…») e «Quando mi dici così» che fu tra le sigle più famose degli show televisivi Rai del sabato sera anni Settanta (in coppia con una vezzosa e biondissima Minnie Minoprio) ed ebbe successo anche un’altra sua sigla tv, «Quattro colpi per Petrosino», scritta per lo sceneggiato «Petrosino» con Adolfo Celi protagonista.

Amava molto anche la musica brasiliana e in particolare la bossa nova e si inorgoglì parecchio quando Joao Gilberto incise la sua «Malaga». Inevitabile che, nel corso di una carriera durata oltre mezzo secolo, partecipasse pure ad alcuni Festival di Sanremo ma quell’atmosfera e la gara sembrava proprio non gli si confacessero.

Finché la malattia glielo ha consentito (il suo cruccio più grande era stato negli anni scorsi una fastidiosa sordità), ha continuato ad esibirsi, a cercare il contatto diretto col pubblico, a compiacersi delle platee che intonavano insieme a lui i suoi successi. Ha venduto milioni di dischi, si è esibito in gran parte del mondo, ha fatto sognare milioni di persone: che era poi il suo sogno, il più grande.

L’ultimo applauso lunedì, alle 15, per i funerali nella Chiesa deli Artisti in Piazza del Popolo.

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