Frontalieri: adesso spunta il “mini scudo”

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  • Scudo fiscale e frontalieri: la vicenda  si sta chiarendo, ma nel modo peggiore per le migliaia di lavoratrici e lavoratori che ne saranno coinvolti. Dopo aver letto il comunicato emanato dall’Agenzia delle Entrate, sembrava vicina una soluzione positiva. Il comunicato infatti recitava così:  “In merito alla problematica dei lavoratori all’estero, tra cui i frontalieri, legata  allo scudo fiscale, l’Agenzia delle Entrate precisa che questi soggetti nulla hanno a che fare con l’evasione internazionale”.

    La stampa specializzata, non più tardi di giovedì 12 novembre, ha invece precisato molto chiaramente l’intendimento delle autorità, che pare essere quello “di introdurre in via amministrativa un miniscudo per questi lavoratori: sulle somme ricevute come emolumenti dal datore di lavoro per le prestazioni oltre confine potrebbe essere chiesto, ai fini dell’emersione, un importo minimo (si parla di poche centinaia di euro) e non il 5 per cento”. (Sole24ore 11 novembre 09).

    Di fronte a questa ipotesi di “mini scudo”, la CISL della provincia di Rimini e la CDLS della Repubblica di San Marino ribadiscono forte contrarietà: “Malgrado la recente dichiarazione dell’Agenzia delle Entrate, si continuano a considerare i lavoratori frontalieri dei veri e propri ‘mini evasori’. Al contrario, i frontalieri sono lavoratori dipendenti che  svolgono la loro attività a San Marino perché, in molti casi, le zone dove loro stessi vivono non offrono alcuna possibilità occupazionali”.

    “Non si comprende – continuano CISL e CDLS – come siano stati esclusi dallo scudo fiscale gli italiani che operano nelle strutture comunitarie europee (Circolare Agenzia delle Entrate n° 43) che, come i frontalieri posseggono un conto all’estero, ma che non spendono il loro reddito interamente in Italia, e più ancora non restituiscono all’Italia il 40% circa delle imposte da loro pagate sul salario. Permane insomma la netta sensazione che i frontalieri, come del resto tutti i lavoratori dipendenti, siano gli unici soggetti dai quali sia possibile prelevare in modo sicuro un gettito fiscale che possa coprire interventi alternativi”.

    Timori che parrebbero confermati sempre dalle colonne del Sole 24ore, dove si afferma che “Il gettito dello scudo fiscale, ancora ignoto nella sua precisa entità, ma comunque da imputare al 2009 in base all’attuale termine del 15 dicembre, coprirà l’onere dello sconto Ires e Irap”.. (Sole24ore 11 novembre 09).

    Se ne deduce, spiegano la CISL riminese e la Confederazione Democratica, “che i  soldi dei frontalieri, già tassati alla fonte, verranno anche utilizzati per agevolazioni agli imprenditori”. Anche la risposta sull’obbligo dello scudo per i frontalieri che il Ministero delle Finanze ha dato giovedì all’interrogazione urgente presentata da parlamentari della maggioranza e dell’opposizione, “è stata ancora una volta interlocutoria, rimandando tutto ad una circolare che l’Agenzia delle Entrate ha allo studio”.

    La CISL e la CDLS ribadiscono che “i frontalieri non sono evasori, e come tali non devono essere trattati”. Ma rimane il dubbio che “la nostra realtà sia veramente poco conosciuta, per questo continueremo a mantenere alta l’attenzione in tutte le sedi, comprese quelle istituzionali, per difendere i diritti  delle lavoratrici e dei lavoratori frontalieri”.