
Gli stoccaggi italiani di gas hanno superato la soglia dell’80%. Secondo quanto si apprende da fonti tecniche si è superata questa quota anche se la piattaforma europea, che certifica il dato con un paio di giorni di ritardo, segna stamattina in 154,6 TWh la quantità di gas iniettata, pari al 79,92% della capacità complessiva. In Europa sono stati immagazzinati 854,56 TWh con un indice medio di riempimento del 77,74%.
La Germania si conferma prima per gas immagazzinato con 196,82 TWh, un indice di riempimento dell’80,65% e una media giornaliera di stoccaggi pari allo 0,51%. Seguono l’Italia a ridosso dei 155 TWh, calcolati in base a una media di riempimento giornaliera pari allo 0,21%, e la Francia, che dispone di scorte per 118,2 TWh di metano, un indice di riempimento che sfiora il 90% all’89,81% e una media giornaliera di riempimento pari allo 0,3%. Il più alto indice di stoccaggio si registra in Polonia, con il 99,57% per 36,25 TWh di scorte. La segue la Danimarca con il 93,55% di scorte nei magazzini per un totale di 8,63 TWh. Sopra all’80%, ci sono anche il Belgio (84,92% a 7,38 TWh) e la Repubblica Ceca (81,54% a 35,69 TWh). Fuori dall’Ue ha completato le scorte il Regno Unito (100%), immagazzinando 10,48 TWh di gas naturale.
Nel giorno che segna i sei mesi di guerra in Ucraina con l’aggressione da parte della Russia, dopo una partenza più calma il gas si muove al rialzo del 4% sul mercato di Amsterdam attorno ai 280 euro al Megawattora verso mezzogiorno. In aumento dell’1% il petrolio sui 94 dollari al barile.
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