Gasperoni (DDC): A proposito dell’Avio Superficie di Torraccia

  • Le proposte di Reggini Auto

  • La realizzazione dell’avio superficie di Torraccia sta sollevando un dibattito (si veda la anche recenteposizione di Carlo Lonfernini, presidente USC) che, per la sua rilevanza, non può essere ritenuto secondario. Ciò che intravedo purtroppo è che forse rischia – ancora una volta – di deragliare rispetto alla vera entità del problema creando una inutile contrapposizione che non serve a nessuno e che anzi rischia di rendere impossibile la realizzazione di questa strategica ed importante infrastruttura. Importante e strategica perché ritengo possa portare nuova linfa alla nostra economia quale mezzo di attrazione di un turismo altamente qualificato. Una infrastruttura che inoltre potrebbe garantire l’assolvimento di alcuni servizi di interesse generale come il trasporto postale, la sorveglianza del territorio interventi di emergenza, ecc. Se però si vuole trovare una soluzione possibile credo che non si possa andare avanti colpevolizzando la Giunta di Castello o la popolazione di Torraccia.  A mio avviso non vi è alcuna ostilità preconcetta da parte di istituzioni locali e di cittadini.  Vi è solo, ancora una volta, la richiesta di essere informati, di essere coinvolti, di poter discutere su proposte concrete e non trovarsi di fronte al classico “fatto compiuto”.   Metodo peraltro adottato fin dalla costruzione della prima pista che, ricordo, proprio per questo motivo aveva sollevato le proteste della Giunta. Fin da allora nessun governo ha preso una posizione decisa e chiara sull’argomento.  Si sono modificati progetti, si è lasciato costruire case a ridosso dell’area già prevista dai PRG, si è andati  avanti dando ragione agli uni e agli altri, lasciando l’avio superficie completamente nelle mani di un club di privati, senza un serio controllo dello stato sull’attività. Quando poi si sentono voci che parlano di mega albergo, di decine di appartamenti, di traffici di ogni genere certamente i cittadini non possono essere contenti. Se questa infrastruttura si ritiene necessaria per il bene del nostro Paese va realizzata, ma non alla chetichella, quindi un pezzo alla volta. Occorre dire quale è il progetto complessivo della struttura e dell’attività che si intende svolgere, restando nell’ambito delle necessità di un piccolo Stato. Dando tutte le garanzie necessarie per l’impatto ambientale e la sicurezza dei cittadini. Indicando quali sono gli organismi che controllano il rispetto delle regole. Partendo da questi elementi va fatto un serio dibattito con la cittadinanza che, se adeguatamente coinvolta, potrà sostenere con convinzione il progetto.

    Cesare Antonio Gasperoni

    (Democratici di Centro – DdC)