Gatti: Siamo molto irritati e delusi dall’Italia

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    Siamo molto amareggiati e irritati per questo atteggiamento italiano nei nostri confronti e in particolare per la diffusione, negli ultimi tempi, di alcune notizie non veritiere, come quella sugli 8.000 italiani residenti a San Marino. Tutti questi residenti non esistono: in realtà ce ne sono solo 3.497, di cui solo 1.023 non hanno rapporti di tipo familiare o di parentela con nostri cittadini”.

    Lo ha dichiarato il segretario alle Finanze Gabriele Gatti al quotidiano economico Milano Finanza. Affermazioni riconfermate in Consiglio Grande e Generale dove ha precisato inoltre che tra i tanti motivi per la mancata firma degli accordi ci sono lo scudo fiscale e la vicenda Carisp. Insomma, Tremonti prenderebbe ancora tempo per colpa delle “problematiche connesse allo scudo fiscale” e del deteriorato rapporto italiano con la Svizzera. Nel ripercorrere quanto successo dall’insediamento, 10 mesi fa, del nuovo governo, Gatti mette in luce i risultati raggiunti. Se a fine 2008 San Marino era in una situazione di

    “particolare difficoltà”, sia con gli organismi internazionali che con l’Italia, nei confronti della quale “mancavano le basi di una relazione con il ministero dell’Economia”, ora la situazione è profondamente mutata. “Abbiamo fatto un lavoro straordinario con Ocse e Moneyval – sottolinea – che ci ha permesso di recuperare credibilità, anche se il problema vero della nostra politica estera è il rapporto con l’Italia”. Con la visita del ministro Franco Frattini nell’aprile scorso sono stati fatti passi in avanti, tant’è che la firma degli accordi sembrava imminente. Poi è invece partito il balletto delle date finora sempre smentite.

    Colpa della vicenda Carisp, che “ha condizionato le trattative”, spiega Gatti, così come di alcune “problematiche collaterali non direttamente collegate agli accordi: le frodi Iva, le auto di lusso e le residenze”. Dunque, lo “slittamento della firma ha motivazioni oggettive” che si stanno cercando di

    risolvere. Inoltre incombe lo scudo fiscale e la “lotta feroce contro diversi Paesi”. Insomma, conclude il segretario di Stato non risparmiando critiche alla stampa sammarinese “che non fa gli interessi” del Titano: “Nessuna ragione vieta la firma, il governo farà di tutto e gli accordi sono pronti. Il momento è difficile e dobbiamo essere uniti per governare il cambiamento”.