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(ANSA) – LONDRA, 27 FEB – E’ da oggi in vigore in Inghilterra
e nel Galles la legge approvata l’anno scorso dal Parlamento
britannico su proposta del governo Tory (con largo consenso
bipartisan allargato al Labour e ad altre forze d’opposizione)
che innalza tassativamente in funzione anti abusi l’età minima
per sposarsi o unirsi in coppia da 16 a 18 anni.
Il giorno X è stato salutato come un momento importante e
positivo per il Regno e i diritti umani sia dal ministro della
Giustizia e vicepremier del governo di Rishi Sunak, Dominic
Raab, sia da esponenti di associazioni della società civile
impegnate da tempo su questo fronte. La nuova norma vieta – al
di sotto della maggiore età di entrambi i contraenti – tanto i
matrimoni, quanto le unioni civili o qualsiasi cerimonia nuziale
religiosa tradizionale (anche se priva di valore legale); non è
dunque più ammessa la possibilità di unirsi tra i 16 e i 18 anni
neppure con l’autorizzazione dei genitori.
La legge ha valore anche per chi si sposi o si sia sposato
all’estero, atto da ora considerato nullo e illegittimo
sull’isola. E mira in particolare a tutelare i giovani da forme
di matrimonio forzato o combinato: fenomeno considerato in
crescita, in particolare in alcune comunità originarie di Paesi
asiatici o africani, le cui dimensioni sono in costante
espansione demografica fra i cittadini ‘new british’ discendenti
d’immigrati. L’ultimo dato disponibile delle autorità censiva
nel 2018 l’identificazione di almeno 118 casi di ragazze e 23 di
ragazzi minorenni costretti a sposarsi a nel Regno. (ANSA).
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