GIOCONEWS riprendo il comunicato ECSO

San Marino: ‘modello Venezia’ per il casinò sulla Repubblica del Titano

Forse in questi giorni a Venezia, alle prese con un delicatissimo momento di transizione, non si sentono tanto un esempio da seguire. Fatto sta che a San Marino torna di strettissima attualità il dibattito sull’apertura di un casinò e, nel baillame delle dichiarazioni a favore o contro, c’è chi, come l’associazione Ecso (Economia, Crescita, Sviluppo e Opportunità) ha fatto un po’ di conti. Prendendo come spunto proprio i dati più significativi che si trovano sul sito ufficiale del Casinò di Venezia, l’associazione, cui aderiscono circa 820 iscritti (al 99 percento sammarinesi, e molti appartenenti al settore imprenditoriale) giunge alla conclusione che “mentre noi discutiamo se trasferire la saletta giochi di Rovereta in altra sede c’è chi mantiene un’intera città con i proventi di un vero casinò”.

L’associazione premette di essere a conoscenza degli accordi del 1956 tra Italia e San Marino relativi all’apertura di un vero Casinò nella Repubblica del Titano “ma sulla base delle verifiche fatte dai nostri legali sembra che non siano poi così vincolanti e che esistano molte possibilità per poterlo aprire in modo perfettamente legale e senza creare un conflitto diplomatico”. Così pure, annuncia che si batterà perché l’eventuale casinò sia gestito dallo Stato e con regole ferree, così da mettere in atto tutte le misure perché non attragga delinquenza, prostituzione e riciclaggio.

“Secondo noi il Casinò non è un problema, ma semmai una soluzione a moltissimi dei problemi che il nostro paese sta attraversando. Il bilancio d’esercizio dell’anno 2008 riporta dati estremamente interessanti, infatti la società che gestisce il Casinò di Venezia ha oltre 650 dipendenti, di cui il 98% assunti a tempo indeterminato. Inoltre il Casinò ha creato centinaia di posti di lavoro tramite aziende che ruotano per il 100% del loro giro d’affari attorno al mondo del gioco in laguna.

L’azionista unico è il Comune di Venezia che percepisce circa 108.000.000,00 (cifra in verità rivista al ribasso nel 2009) di proventi diretti dal Casinò.

Si nota che non tutti coloro che si recano al Casinò sono giocatori, infatti ci sono diverse decine e decine di migliaia di turisti che si recano in laguna solo per visitare la struttura (il numero totale degli ingressi nella struttura è di oltre 1.050.000,00 – un milione cinquanta mila).

Il casinò acquista oltre 42.000.000 di euro di merci e servizi da aziende del territorio. La struttura eroga oltre 62.000.000 di euro di stipendi e salari ai suoi dipendenti. Cercando in internet ci accorgiamo che esistono altri benefici economici notevolmente superiori ai dati snocciolati sopra, e cioè gli enormi numeri che si creano sotto forma di entrate tributarie, posti di lavoro e profitti vari legati alla massa di consumi proveniente dalle persone che visitano Venezia nel tempo in cui non sono all’interno del Casinò”.

Nei giorni passati, come detto, già molte associazioni si sono dette a favore dell’apertura di un casinò a San Marino. Tra queste quelle che raccolgono operatori turistici come l’Usot, e così pure l’associazione dei piccoli imprenditori Osla. Altre, di carattere sindacale, potrebbero aggiungersi nei prossimi giorni. “Si sta creando uno schieramento trasversale e che sostiene l’iniziativa – fanno notare all’Ecso – e riteniamo che ci siano spazi perché possa diventare realtà. Il Governo dovrà affrontare la questione, anche perché ha una grande rilevanza economica, se non vogliamo che la nostra repubblica perda di competitività. Per noi un casinò sarebbe una prima risposta, magari non l’unica, per risollevare l’occupazione e garantire soldi all’erario e allo Stato. Poi è ovvio che siamo una piccola comunità e che i paragoni con il Casinò di Venezia reggono fino a un certo punto, ma anche se quella sammarinese fosse solo un quinto di quella veneziana, sarebbe comunque in grado di dare un grosso contributo alla nostra economia”.