“Giorgia post-fascista Baggianate”. Le parole della madre della Meloni

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  • È giovane, è determinata ma, soprattutto, è donna. Per la prima volta nella storia della Repubblica italiana una donna, di destra, vede concretamente l’insediamento a Palazzo Chigi. Giorgia Meloni è riuscita nell’impresa di rompere un tetto di cristallo che sembrava inviolabile, nonostante sia stata sottoposta a una mole enorme di attacchi, talvolta anche violenti e cruenti. Eppure non ha mollato, ha resistito e alla fine ha vinto. E sua madre, intervistata da la Repubblica, non può che essere orgogliosa del traguardo raggiunto da sua figlia, “come qualsiasi madre che gioisce se i figli sono contenti di quello che fanno“.

    La signora Anna Paratore non tradisce particolare emozione, forse perché, in fondo, sapeva che la “sua” Giorgia sarebbe riuscita nell’obiettivo che si era prefissata. Sono ore concitate, queste, per la leader di Fratelli d’Italia, che ha comunque trovato il tempo di parlare al telefono con sua madre: “Le ho fatto i complimenti. Niente di più“. La signora Paratore è cauta come sua figlia e prima di esultare vuole capire come andrà a definirsi il quadro. Un atteggiamento di attesa che si scioglierà nei prossimi giorni, quando il centrodestra si riunirà per decidere in collegio il nome da proporre a Sergio Mattarella e che, alla luce di quanto espresso dalle urne, probabilmente sarà proprio quello di Giorgia Meloni.

    La signora Paratore, però, non ha remore nel dire che, da cittadina, vorrebbe che il primo intervento di sua figlia fosse sul reddito di cittadinanza: “Spero che elimini la vergogna del reddito di cittadinanza ai 18enni, che prendono i soldi per stare a casa a giocare ai videogiochi e dia quei soldi ai malati, agli anziani che non arrivano alla fine del mese, a chi ne ha davvero bisogno. Non a chi non ha voglia di lavorare“. Dalla sua risposta si evince chiaramente da dove la Meloni abbia preso il carattere battagliero.

    La madre della leader di Fratelli d’Italia ha risposto nettamente anche ai giornali che, anche all’estero, additano sua figlia come una politica post-fascista: “Facciano i titoli che vogliono, sono tutte baggianate che lasciano il tempo che trovano. Adesso bisogna lavorare per il bene dell’Italia“. E non ci sarà nessuna festa per la quasi nuovo premier nel suo quartiere natale, la Garbatella, dal quale la Meloni ha sempre rivendicato la provenienza: “Adesso bisogna pensare a lavorare“.


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