Corre talmente veloce che è quasi impossibile da analizzare, perché i ‘click’ che aprono le porte virtuali del sesso a pagamento sono migliaia al giorno. Il web ha cambiato radicalmente il mondo della prostituzione, con un giro d’affari che si avvicina ai due miliardi di euro all’anno. Le sfumature di grigio sono ben più di cinquanta e oscurano inevitabilmente il futuro di tantissime minorenni che, forse inconsapevolmente, fanno della prostituzione on line e non solo quasi uno stile di vita. La ‘generazione dei soldi facili’, così potremmo definire il fenomeno attuale. L’ultimo caso finito alla ribalta delle cronache è quello di una baby squillo modenese che, con la complicità del fidanzato, ha iniziato a vendere il proprio corpo tra le mura domestiche. Il compagno 40enne è ora indagato per sfruttamento della prostituzione, avendo lei 17 anni all’epoca dei fatti. Nei guai anche l’imprenditore beccato con la ragazzina che, a quanto pare, sceglieva solo tra clienti della Modena bene. Come lei le lolite di Senigallia; studentesse disposte a prostituirsi in cambio di denaro e stupefacenti. Il mestiere più vecchio del mondo è partito dalla strada – dalla quale comunque non si allontana – ed è ‘cresciuto’ nel tempo. Ora trova la massima e pericolosa espressione in rete; prova ne sono le oltre quattro milioni e mezzo di prestazioni sessuali vendute ogni anno in Italia grazie ad internet.
Solo sul fronte ‘escort’ una ricerca condotta dai criminologi Andrea Di Nicola insieme ai ricercatori Andrea Cauduro e Vincenzo Falletta, dell’università di Trento, parla di 130 mila clienti iscritti. «Vi è sempre di più uno spostamento verso il mondo digitale; internet e il dark web sono uno strumento per pubblicizzare le prostitute, un po’ come su Amazon in cui si fanno la recensione dei prodotti». Tramite twitter ogni giorno vengono pubblicati in media 2700 annunci di prostituzione e a far da padrone sono le grandi città come Milano, Roma, Monza, Firenze e Torino ma anche Pesaro e Rimini. Il Resto del Carlino