Giovanni Canzio, Dirigente del Tribunale di San Marino: si allargano le indagini dopo la mancata vendita di Bsm al gruppo bulgaro

Nel corso di complesse indagini relative alla procedura di cessione a una società estera della partecipazione di maggioranza della Banca di San Marino s.p.a. da parte di Ente Cassa Faetano, al fine di ricostruire puntualmente i fatti già contestati di corruzione privata, amministrazione infedele e riciclaggio, l’Autorità Giudiziaria è venuta a conoscenza di ulteriori, ancora più gravi, fatti di rilevanza penale. Sono state, infatti, acquisite prove consistenti della programmazione e della realizzazione, da parte di un gruppo di sodali, di un c.d. “piano parallelo” rispetto alla legittima strategia difensiva dei prevenuti nel processo, diretto sostanzialmente a offrire all’esterno la falsa rappresentazione della Repubblica di San Marino come un microStato non compiutamente democratico, né affidabile quanto all’effettivo rispetto della rule of law. Ciò al preciso fine di costringere, anche con il supporto di vari personaggi politici, associazioni private e uomini d’affari, le Autorità sammarinesi a una trattativa con i prevenuti, con l’obiettivo dell’illecito perseguimento dei loro interessi patrimoniali, mediante indebite pressioni, esercitate anche con la minaccia, messa concretamente in opera, di ostacolare e delegittimare la conclusione positiva del percorso di associazione della Repubblica con l’Unione Europea. La rilevazione di tali, gravi, condotte criminose (ancora in essere) e di specifici comportamenti mirati ad inquinare le indagini ha indotto i Giudici Inquirenti a formulare nuove e più pesanti imputazioni nei confronti di vari soggetti, cittadini sammarinesi e non, destinatari di misure cautelari personali e reali per concorso nei reati di: a) attentato contro la integrità e la libertà della Repubblica di San Marino, b) attentato contro la libertà dei poteri pubblici, c) minaccia contro l’autorità. Misure cautelari, queste, che, insieme con vari provvedimenti di sequestro, sono apparse inderogabili e adeguate in concreto a garantire la genuinità dell’acquisito quadro probatorio, evitare il pericolo di fuga dei prevenuti e, soprattutto, l’aggravarsi o il protrarsi delle conseguenze dei reati, a difesa delle Istituzioni della Repubblica di San Marino. Le indagini della Polizia giudiziaria e dei Giudici Inquirenti proseguono nell’osservanza del prescritto riserbo istruttorio, al fine di proseguire nella complessa opera di ricostruzione puntuale dei fatti contestati e in funzione del prossimo giudizio di merito sulle responsabilità.

Comunicato stampa – Giovanni Canzio – Dirigente del Tribunale di San Marino