Ieri, 12 gennaio 2026, davanti al Tribunale Commissariale Civile e Penale, ha preso formalmente avvio la fase dibattimentale del procedimento penale n. 763/2019, riunito con il n. 209/2020, con fatti che si sarebbero protratti per diversi anni, dal 2015 al febbraio 2020.
Secondo la ricostruzione contenuta negli atti, alcune marche da bollo già annullate, applicate a certificazioni amministrative, sarebbero state sottratte, successivamente alterate per cancellare o rendere irriconoscibile il timbro di annullamento e infine rimesse in circolazione, come se fossero ancora valide.
A processo sono Gisella Micheloni e Wilson Conti.
A Gisella Micheloni, allora dipendente ISS con mansioni di segretaria addetta al back e front office – posizione questa che le consentiva di accedere secondo l’accusa nell’ufficio in cui erano custodite le copie in carta bollata dei certificati Cities rilasciati dal servizio veterinario – viene contestato il reato di malversazione del pubblico ufficiale. L’accusa sostiene che avrebbe sottratto complessivamente 310 marche da bollo da 10 euro, per un valore totale di 3.100 euro, provenienti da documentazione amministrativa custodita presso l’ISS, in particolare certificazioni CITES custoditi in un ufficio del Dipartimento Prevenzione dell’Istituto di Sicurezza Sociale. Le modalità descritte negli atti parlano di marche staccate dai documenti oppure sottratte insieme a interi fascicoli, con la conseguente perdita di tracciabilità del loro utilizzo originario. Alla Micheloni viene poi contestata l’alterazione delle marche da bollo già annullate. Secondo l’accusa, l’impronta del timbro sarebbe stata cancellata o resa irriconoscibile, così da far apparire i bolli nuovamente utilizzabili.
Sul fronte della truffa, il rinvio a giudizio distingue con precisione, episodi contestati in concorso con Wilson Conti, relativi alla cessione delle marche alterate come se fossero valide ed un episodio diretto, attribuito alla Micheloni, relativo a un contatto con il rivenditore Stefano Ridolfi, indicato espressamente negli atti. Per l’insieme di queste condotte vengono contestate le aggravanti dell’aver agito a danno dello Stato, trattandosi di valori bollati già utilizzati nell’ambito della pubblica amministrazione, e della continuazione, in quanto i fatti sarebbero stati commessi in più episodi nel tempo.
A Wilson Conti vengono contestati episodi di truffa e tentata truffa. Secondo l’accusa, sarebbe stato lui a presentarsi materialmente presso diverse edicole e rivendite del territorio, proponendo le marche come valide, nonostante fossero in realtà annullate o alterate.
Tra le parti lese figurano vari rivenditori coinvolti negli episodi di acquisto, oltre all’Istituto per la Sicurezza Sociale e all’Ecc.ma Camera della Repubblica di San Marino.
Ieri sono stati sentiti alcuni testimoni, perlopiù rivenditori ed il dott.Riccardo Guerra all’epoca Direttore di Dipartimento Prevenzione dell’ISS. L’udienza è stata sospesa e rinviata al 3 febbraio per l’escussione di altri testimoni, tra cui Stefano Ridolfi, ieri indisponibile, e per le conclusioni finali delle parti. E’ probabile che già in quella udienza il Commissario della Legge Vico Valentini si pronunci.
/ms











