Giudiziaria San Marino. Assolto Zaccaria Mufid, amministratore unico e legale rappresentante della società Phyto Salus S.r. per appropriazione indebita di un telefonino della TMS

Si è concluso con l’assoluzione dell’imputato, difeso dall’avvocato il procedimento penale n. 178/RNR/2023 celebrato davanti al Tribunale della Repubblica di San Marino, avente ad oggetto un’ipotesi di appropriazione indebita relativa a un telefono cellulare.

Il procedimento traeva origine da una querela presentata da Telefonia Mobile Sammarinese S.p.A., parte civile avv. Antonio Belloni,  nei confronti di Zaccaria Mufid, amministratore unico e legale rappresentante della società Phyto Salus S.r.l., in liquidazione.

Secondo quanto contestato nel decreto di citazione a giudizio, l’imputato avrebbe trattenuto indebitamente un telefono Apple iPhone 13 Pro Max da 128 GB, identificato da specifico codice IMEI e associato a una determinata utenza, nonostante la risoluzione per inadempimento del contratto di acquisto con patto di riservato dominio e il conseguente blocco del dispositivo.

Nel corso dell’istruttoria dibattimentale sono stati escussi diversi testimoni. In particolare è stato sentito Mauro Dallanoce, già amministratore della società, che ha riferito in merito alla disponibilità del telefono e ai passaggi intercorsi tra le parti. È stata inoltre acquisita documentazione prodotta dall’avvocato Giovanardi, relativa a un verbale di consegna redatto il 20 dicembre 2022, dal quale risulta che in quella data veniva ricevuto un telefono Apple iPhone 14 Pro Max da 256 GB, modello diverso rispetto a quello indicato nel capo di imputazione.

Agli atti è stata inoltre prodotta un’e-mail del 23 novembre 2022 nella quale Zaccaria Mufid, in qualità di liquidatore della società, chiedeva a Mauro Dallanoce la restituzione di un telefono iPhone 13 Pro, al fine di riconsegnarlo alla società telefonica. Successivamente, nell’ambito delle indagini svolte dalla Guardia di Rocca, è stato sentito il comandante Ceccolini, il quale ha riferito che il 5 giugno 2023 l’imputato, nel corso di un interrogatorio, consegnava spontaneamente un telefono cellulare comprensivo della scatola originale. Dal verbale risulta che il dispositivo era funzionante, non disattivato e che il codice IMEI non corrispondeva a quello indicato nella querela di Telefonia Mobile Sammarinese. Il telefono veniva quindi posto nella disponibilità dell’autorità procedente.

Nel corso dell’udienza dibattimentale del 5 dicembre 2025 sono stati sentiti anche appartenenti alla Guardia di Rocca, tra cui il sergente Michelotti, che hanno confermato gli accertamenti svolti sul dispositivo consegnato. Dalle verifiche effettuate è emerso che il telefono restituito non risultava coincidere con quello oggetto della denuncia.

Nel dibattito finale, il procuratore del Fisco Giorgia Ugolini ha rilevato l’assenza di elementi sufficienti a dimostrare che l’imputato avesse avuto nella propria disponibilità il telefono indicato nel capo di imputazione, chiedendo pertanto l’assoluzione.

La difesa ha a sua volta sostenuto che non vi fosse prova della sussistenza del fatto contestato, né della consapevole volontà dell’imputato di trattenere indebitamente il bene.

Il Commissario della Legge Antonella Volpinari, all’esito della camera di consiglio, ha pronunciato sentenza di assoluzione, ritenendo che non fosse stata raggiunta la prova dello stato di colpevolezza dell’imputato.