Giuseppe Conte e la maggioranza elastico: 15 i voti ballerini che potrebbero cambiare le sorti dell’inciucio

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Il pallottoliere del Senato avrebbe subito un parziale scossone in seguito alla decisione del Consiglio dei ministri di non impugnare, su proposta del ministro Francesco Boccia (Affari regionali), la legge della provincia di Bolzano in tema di “semplificazioni negli appalti”. È il segnale, questo, che la maggioranza M5S-Pd-Leu ha aperto un’interlocuzione anche con la Sudtiroler volkspartei (Svp) che a Palazzo Madama schiera ben tre senatori. Martedì 10 settembre, giorno fatidico in cui si decreta la fiducia, Giuseppe Conte potrebbe vedere lievitare i consensi per il suo governo. Ai 166 voti sicuri (106 del M5S, 50 del Pd, 7 del misto e 3 delle Autonomie) si aggiungerebbero i 3 della Svp. E non sia mai che il dissidente dem, Matteo Richetti, possa tornare sui propri passi.

Con Paola Nugnes il governo arriverebbe a quota 171. E non è finita qui perché i due senatori del Maie, Ricardo Merlo e Adriano Cario, hanno sempre stazionato nell’area di governo. Con i loro lasciapassare, il Conte bis salirebbe a 173 voti di gradimento che si trasformerebbero in 175 contando gli ex pentastellati Gregorio De Falco e Saverio De Bonis. Senza contare i voti dei senatori a vita. Se Giorgio Napolitano, Elena Cattaneo, Carlo Rubbia Renzo Piano e Mario Monti decidessero per il “sì”, l’inciucio arriverebbe a 181 voti. E considerando che la soglia da superare è 161, possiamo dedurre che questo governo non votato dagli italiani si farà. Libero

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