Gli altri nemici della democrazia

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  • Non c’è solo lo sciamano Jake a scardinare la democrazia. C’è chi lo fa da dentro, giorno dopo giorno, con il cinismo di chi pensa di non dover mai pagare dazio, perché l’arte della politica in fondo è solo una spietata partita a scacchi. Ecco, questo qui è un modo ancora più incosciente di corrodere l’architrave di una civiltà. È quello che stiamo vedendo da un po’ di tempo in Italia. C’è un Paese soffocato, che non respira, prigioniero della pandemia, con la paura di non sapere cosa sarà domani, dove in ogni regione c’è una persona su dieci che sta sprofondando verso la soglia di povertà e la via d’uscita sono le scialuppe di salvataggio del Titanic. Non si possono chiedere ai governi miracoli. Nessuno ha la bacchetta magica. Tutto il mondo fatica a fare i conti con il virus. Quello che però ti aspetti è la consapevolezza di trovarsi in una situazione drammatica. Ti chiedi se nei partiti della maggioranza ci sia. Non c’è stata la scorsa primavera con lo spettacolo d’arte varia degli Stati generali. Non c’è stata nell’estate delle cicale. Non c’è stata in autunno quando bisognava immaginare un futuro, una ricostruzione, con uno straccio di progetto utile non solo per i fondi europei, ma per dare una prospettiva agli italiani. Non c’è in questo lungo inverno del nostro scontento. Da quanto tempo durano le turbolenze di governo? Da troppo e l’impressione è che sia solo la resa dei conti tra personaggi che hanno a cuore solo il proprio destino personale. Chi scalpita (Renzi), chi tira a campare (Conte), chi è in cerca di se stesso (grillini), chi aspetta il 2022 per eleggere il nuovo presidente della repubblica (Pd). Diranno che non è soltanto questo, che la palude dove siamo finiti nasconde motivi alti e nobili. Sono loro stessi però a confessare una giusta preoccupazione: come faremo a spiegare agli italiani quello che sta accadendo? Provateci. Non sarà facile e il tempo sta per scadere.

    Il guaio è che questo spettacolo «sputtana» la democrazia. La deride, la fa disprezzare, la sconsacra. Le toglie ogni valore. Non è qualcosa di razionale. È più sottile. Ti entra nel cervello e sparge disillusione. Perché dare un valore sacro alla democrazia se questa è la sua incarnazione? Perché dare fiducia a chi gioca a dadi con la vita degli altri? Questi pensieri purtroppo sono già nel piatto della storia. Allora bisogna guardarsi in faccia e riconoscere che si sta giocando con il fuoco.

    È già successo, proprio qui, circa un secolo fa, negli ultimi anni di quella stagione passata alla storia come età giolittiana. La politica troppo cinica e micragnosa per scacciare paura e rabbia. Noi non abbiamo una guerra feroce alle spalle, ma siamo lo stesso senza speranza e non ci fidiamo di chi ci sta accanto. Quando arrivò l’uomo nero in pochi si alzarono per difendere quella democrazia, forse perché nella testa di tanti era già morta.



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